05 Giugno 2025

Giovanni Brusca è libero: finita la libertà vigilata

Giovanni Brusca è libero: finita la libertà vigilata

Giovanni Brusca, il boia di Capaci, è a tutti gli effetti un uomo libero. Scarcerato 4 anni fa era il libertà vigilata. Applicata la legge voluta da Falcone.

Giovanni Brusca, l’ex boss mafioso noto per aver azionato il telecomando dell’esplosivo che uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta il 23 maggio 1992, è da oggi un uomo libero a tutti gli effetti. Con la scadenza dei quattro anni di libertà vigilata, Brusca ha terminato ogni obbligo nei confronti della giustizia.



Brusca, soprannominato il “boia di Capaci”, è responsabile di oltre 100 omicidi, tra cui l’efferato assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido dopo 26 mesi di prigionia. Arrestato nel 1996, ha collaborato con la giustizia, ottenendo in cambio uno sconto di pena. In totale ha scontato 25 anni di carcere.

Fine della libertà vigilata: Brusca è libero di muoversi

La magistratura di sorveglianza ha revocato le restrizioni a suo carico: Brusca non è più obbligato a rispettare il coprifuoco notturno né a firmare in caserma tre volte a settimana. Pur rimanendo sotto il programma di protezione e sorvegliato dal Servizio centrale di protezione, ora può muoversi liberamente e vivere sotto falsa identità lontano dalla Sicilia.

Pietro Grasso: “Fa male, ma è la legge voluta da Falcone”

L’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha commentato la notizia:

“Capisco la rabbia e l’indignazione, ma quella legge l’ha voluta Falcone. È la norma che ha permesso allo Stato di smantellare Cosa Nostra. Con la collaborazione di Brusca abbiamo evitato altre stragi e arrestato centinaia di mafiosi”.

Grasso ha ricordato che lo Stato ha “vinto tre volte” con Brusca: con l’arresto, con la collaborazione e con il suo uso come deterrente per altri mafiosi.
Ha però messo in guardia contro il rischio che si concedano benefici a boss irriducibili come Giuseppe Graviano, che non hanno mai collaborato.

Conclusione

La liberazione di Giovanni Brusca continua a suscitare forti reazioni nell’opinione pubblica. Ma rappresenta anche un esempio del compromesso previsto dalla legge per combattere la mafia: premiare la collaborazione per sconfiggere le organizzazioni criminali dall’interno.

 

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.