20 Maggio 2025

Giarre celebra il filosofo Sciacca a 50anni dalla scomparsa

Giarre celebra il filosofo Sciacca a 50anni dalla scomparsa

GIARRE. «La filosofia non asciuga lacrime né dispensa sorrisi, ma dice la sua parola sulla “verità” delle lacrime e dei sorrisi» da Atto ed essere di Michele Federico Sciacca, uno dei più grandi studiosi e conoscitori del pensiero di Antonio Rosmini, che sarà ricordato nel 50° anniversario della sua scomparsa, nella sua città di nascita: Giarre.
La Società giarrese di Storia Patria e Cultura e l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di far conoscere la sua figura e il suo pensiero filosofico, celebreranno Sciacca domani (mercoledì 21) e giovedì 22 maggio, con interessanti incontri.
Alle ore 10 di mercoledì, cerimonia della sala conferenze della biblioteca comunale Domenico Cucinotta, con la scopertura di un’apposita lapide.
Giovedì intensa giornata. Alle ore 10, nell’aula magna del liceo scientifico Leonardo si terrà un incontro-dibattito sul tema: Conoscere M. F. Sciacca – Dialogo con gli studenti di tutti i llicei del comprensorio.

Alle ore 17, nell’aula magna del liceo classico Michele Amari, il momento clou della manifestazione. Dopo i saluti istituzionali del sindaco della città di Giarre, Leonardo Cantarella e del presidente della Società giarrese di storia patria e cultura, Carmelo Torrisi, seguirà la conferenza sul tema: Il filosofo giarrese e la testimonianza di due discepoli. Sono previsti gli interventi del giornalista Paolo Amato, che relazionerà su Sciacca, il professore, l’uomo, l’amico dei giovani e di Roberto Rossi, docente emerito della pontificia università lateranense di Roma, su Michele Federico Sciacca, filosofo in Rosmini.

(Nella foto, la lapide commemorativa in onore di Michele Federico Sciacca posta all’interno del liceo classico Michele Amari di Giarre).

Michele Federico Sciacca (Giarre, 12 luglio 1908 – Genova, 24 febbraio 1975) è stato un filosofo e storico della filosofia italiano. Dopo gli studi liceali classici si trasferì a Napoli, nella cui università si laureò in filosofia, nel 1930, con Antonio Aliotta. Cominciò quindi, dopo aver conseguito la libera docenza in filosofia, la carriera universitaria a Napoli, come assistente incaricato di storia della filosofia antica e collaborando come condirettore alla rivista Logos fondata e diretta da Aliotta. Nel 1946 fondò la rivista Il Giornale di Metafisica. Molto intenso fu il suo rapporto filosofico e di stima reciproca con Giovanni Gentile, un sodalizio iniziato nel 1933 e testimoniato dalla fitta corrispondenza tra i due filosofi, da cui però ben presto Sciacca si allontanò, in particolare dal filone di pensiero idealistico, per condurre la sua propria ricerca filosofica in modo più ampio, tanto da condurlo a studiare per un certo periodo, grazie alle sue conoscenze pure in campo teologico, sia la corrente del misticismo cristiano sia quella dello spiritualismo cristiano.
Conseguì l’ordinariato nel 1938, con cattedra all’Università degli Studi di Pavia, quindi insegnò, dal 1947 alla morte prematura, Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Genova, che in seguito gli intitolò il proprio Dipartimento di Studi sulla Storia del Pensiero Europeo. Dal 1959 al 1974, ricoprì anche la carica di presidente dell’Accademia di studi italo-tedeschi di Merano. A Genova morì nel 1975.
Storico della filosofia, studioso e profondo conoscitore del pensiero del sacerdote e filosofo Antonio Rosmini, promotore della fondazione del Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa nel 1966, Sciacca è una delle principali figure dello spiritualismo filosofico del Novecento, a cui pervenne dopo i primi interessi per l’attualismo gentiliano ed i successivi, più impegnativi studi sullo spiritualismo cristiano, anche interpretandolo in modo originale, delineando un particolare percorso di continuità che, connettendo la metafisica classica al pensiero filosofico moderno, perviene a concepire un’apertura del soggetto personale – come creatura – verso l’attualità assoluta dell’Essere («filosofia dell’integralità»).
La sua memoria è ricordata principalmente attraverso le opere dei suoi due allievi, Maria Adelaide Raschini e Pier Paolo Ottonello, entrambi docenti dell’ateneo genovese.
È sepolto presso il Sacro Monte di Domodossola, casa madre dei rosminiani, dove infatti riposano le spoglie di molti membri appartenuti alla congregazione.




Da quanto è stato possibile apprendere, Sciacca non ebbe mai un buon rapporto con il natio borgo selvaggio. Venne riscoperto solo dopo la morte e per iniziativa di poche persone di cultura, con un congresso internazionale di filosofia nel febbraio 1980.
A differenza del poeta risorgimentale giarrese Giuseppe Macherione, a cui è dedicato un busto bronzeo e i cui resti, per iniziativa popolare e amministrativa, vennero traslati dal cimitero di Torino a quello monumentale di Giarre, dove attualmente si trovano, nella sezione degli uomini illustri, per il grande filosofo Sciacca solo delle targhe commemorative, una nella sede del liceo classico e l’altra nella facciata della casa natale, l’intitolazione di un plesso scolastico e adesso della sala conferenze della biblioteca comunale.

 

 

 

 

Quanto alla casa natale, che potrebbe essere inserita in un circuito turistico culturale, nessuna iniziativa, nessuna cura né rispetto, versa inesorabilmente in condizioni di degrado, incuria e abbandono.

Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.