13 Maggio 2025
Le iniziative dell’associazione Addiopizzo Catania ODV

A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare? Lo diceva Pippo Fava e sul solco del suo insegnamento l’associazione Addiopizzo Catania ODV si è fatta promotrice, negli ultimi mesi, di una serie di iniziative
Ad ottobre dello scorso anno, l’associazione Addiopizzo Catania riceveva sul proprio conto corrente accrediti per un totale di Euro 3.500,00 provenienti da soggetti non meglio (né mai) qualificati presumibilmente al solo fine di accedere agli istituti di giustizia riparativa previsti dal nostro ordinamento giuridico ed introdotti di recente dalla c.d. Riforma Cartabia (d.lgs. n. 150/2012).
In pratica, a fronte della dazione di un obolo più o meno consistente a favore di un’associazione antiracket, l’imputato può oggi chiedere ed ottenere trattamenti di favore, con il potenziale rischio, quindi, come accaduto nel caso di specie, che dei soggetti imputati per determinati reati decidano
letteralmente di “acquistare” sconti di pena senza in alcun modo seguire un percorso di crescita tendente, come costituzionalmente previsto, alla reale ed effettiva loro “rieducazione”.
Sconcertati per l’accaduto, in un primo momento i soci dell’associazione avevano pensato di restituire le citate somme, ma vista l’inutilità giuridica della restituzione in ordine al comunque garantito accesso alla misura premiale a favore dei silenti benefattori, si era, sin da subito, deciso di
destinare i detti fondi a progetti sociali anche di “natura simbolica”.
Oggi siamo qui a raccontarvi ciò che è stato costruito in questi mesi
Oltre alle consuete donazioni di beni di prima necessità e farmaci a favore di concittadini meno fortunati individuati grazie all’aiuto di Istituti Religiosi e Parrocchie della città, abbiamo deciso di aiutare nei loro progetti due fondamentali realtà associative del territorio: è stato acquistato un
tavolo da ping pong per i ragazzi che nel quartiere Librino di Catania frequentano i locali gestiti dall’associazione Talità Kum; mentre per i ragazzi dell’oratorio “Don Pino Puglisi” di Biancavilla (CT) è stato acquistato un biliardino!
Ma grazie all’aiuto di due importanti realtà associative siciliane ed alla lungimiranza di dirigenti, operatori ed educatori dell’Istituto Penale Minorenni di Catania (magistralmente diretto dalla dott.ssa Maria Covato), si è riusciti nell’intento di mettere su uno spettacolo teatrale.
“Rieducazione” si era detto all’inizio. La rieducazione dei detenuti è l’obiettivo cui tende il nostro ordinamento giuridico secondo quanto enunciato dall’art. 27 cost., e la rieducazione è ovviamente l’obiettivo principale a cui è improntata la legislazione penale minorile ed il minore, forse più di nqualsiasi altro soggetto, deve essere posto nella condizione di reinserirsi nella società.
E quale migliore risorsa, se non il teatro, può essere utile allo scopo?
Si è partiti con questo sogno/progetto attivando sin dal mese di febbraio un laboratorio teatrale a favore dei minori ristretti all’interno dell’Istituto dove, ad onor del vero, il teatro era già di casa.
Per due giorni alla settimana e per complessive 40 ore di laboratorio si è dato vita, in maniera fluida, ad uno spettacolo che pone il suo fulcro nell’attesa, quasi a scomodare Beckett e il suo Godot.
Artefici del risultato, che verrà presentato il prossimo 16 maggio, sono state l’Associazione VAN – Verso Altre Narrazioni, grazie all’impegno dei suoi formatori, e l’associazione FAREPalazzolo, per il coordinamento operativo.
L’obiettivo finale sarebbe stato uno scambio con il Festival Internazionale
del Teatro Classico dei giovani organizzato ogni anno dall’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), in programma a Palazzolo Acreide (SR) dal prossimo 11 maggio. Appuntamento solo rimandato ai prossimi mesi, per esigenze organizzative, ma che si realizzerà con l’esibizione di una classe di giovani attori all’interno dell’Istituto Penale Minorenni di Catania e la riproposizione dello spettacolo dei ragazzi ristretti ai loro coetanei.





