19 Aprile 2025
Camera di commercio, fine al commissariamento

Camera di commercio, fine al commissariamento. Fibrillazioni in piazza della Borsa, dove si chiede il ripristino degli organi statutari e della democrazia
“Sulla Camera di Commercio del Sud Est servono trasparenza, democrazia e rispetto per le imprese. Accogliamo con favore e condividiamo in pieno la dura presa di posizione di Confindustria Catania sullo stallo inaccettabile della CamCom. La denuncia contro l’ormai pluriennale gestione commissariale è non solo legittima, ma doverosa. È in gioco la credibilità delle istituzioni e la sopravvivenza stessa del sistema produttivo locale“. Giovanni Lo Schiavo, responsabile provinciale della CISAL non usa mezzi termini. “Da anni viene denunciata l’anomalia di un ente strategico guidato in modo emergenziale, senza alcun mandato democratico e senza il coinvolgimento reale delle rappresentanze del mondo del lavoro e dell’impresa. Le Camere di Commercio devono essere case della partecipazione, non recinti di potere personale. Il fatto che si continuino a prendere decisioni di rilievo – come la costituzione di comitati e la nomina di figure apicali – in regime commissariale, è un’ulteriore offesa alla trasparenza e alla legalità. La Cisal chiede che si ponga fine a questo commissariamento-fantasma, diventato ormai una prassi fuori controllo, e che si restituisca voce e rappresentanza al territorio. La Regione e il Governo nazionale – conclude Lo Schiavo – non possono più restare in silenzio: è arrivato il momento di agire, senza ambiguità“.
Di parere opposto Giovanni Musumeci, segretario generale della UGL etnea: “Sulla questione relativa al commissariamento della Camera di Commercio, come UGL abbiamo sempre assunto una posizione chiara e coerente. Siamo da sempre contrari, in linea generale, al ricorso ai commissari, se non in circostanze eccezionali e strettamente necessarie, e comunque per periodi limitati, giusto il tempo indispensabile a ristabilire il corretto funzionamento degli organi statutari. Tuttavia, vogliamo sottolineare con forza come, nel caso specifico, l’attuale commissario Antonio Belcuore abbia saputo interpretare il proprio ruolo con grande senso istituzionale, serietà e visione. È giusto riconoscere che, grazie alla sua guida, l’Ente ha potuto affrontare con equilibrio e rigore la fase di transizione, superando le criticità che ne avevano determinato il commissariamento. Un lavoro non scontato, che ha richiesto impegno, conoscenza del tessuto economico locale e un costante dialogo con tutte le parti sociali. Detto ciò – conclude Musumeci – riteniamo sia giunto il momento di restituire piena legittimità democratica alla Camera di Commercio, attraverso il ripristino della governance statutaria e degli organi elettivi”. Pietro Agen, figura storica e autorevole della Confcommercio, sta al momento alla finestra, in silenzio: preferisce non rilasciare dichiarazioni che potrebbero essere malintese a poche ore dal confronto tra le grandi organizzazioni, Confindustria compresa, per decidere azioni comuni.
“Non si può parlare di sviluppo del Sud – Est, di transizione economica e di sfide globali, se si continua a commissariare la democrazia» — così esordisce la nota ufficiale di Grande Sicilia, che prende posizione nella ferma richiesta di porre fine all’ormai “eterno” commissariamento della Camera di commercio del Sud-Est. – Anche alla luce del quadro attuale in cui si stanno assumendo decisioni cruciali – come la privatizzazione della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso – senza una governance elettiva, senza rappresentanza vera, senza legittimazione democratica del sistema imprenditoriale che quella camera dovrebbe servire. Il commissariamento della Camera di Commercio del Sud-Est è divenuto una prassi patologica che espropria le categorie produttive del diritto di autodeterminarsi» – non si può accettare che, mentre si decide il destino di asset strategici come gli aeroporti, le imprese restino spettatrici passive. Serve una svolta immediata, che ristabilisca la legalità istituzionale, il rispetto delle rappresentanze e l’autonomia territoriale. E’ ora che le imprese tornino protagoniste, non semplici comparse in uno scenario già scritto da altri“.
Il caso della CamCom del Sud-Est rappresenta per Grande Sicilia un simbolo dell’emergenza democratica che sta colpendo il tessuto economico della nostra regione, in un momento in cui sarebbero invece necessarie visione strategica, coesione territoriale e ascolto reale delle forze produttive.
Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.





