15 Aprile 2025
Estorsione alla Brt, tra gli arrestati un rampollo dei Santapaola

Catania, tentata estorsione con metodo mafioso: quattro arresti; tra gli indagati anche il figlio di un noto esponente del clan Santapaola-Ercolano
CATANIA – Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, il 15 aprile 2025 la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone, accusate di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Catania, riguarda:
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Filippo Intelisano. (classe 1983)
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Luigi Calabretta, (classe 1996)
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Francesco Coppola (classe 1975)
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Virgilio Papotto, (classe 1972)
Le accuse
Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal Giudice per le indagini preliminari sulla base degli indizi raccolti in fase preliminare (e ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva), gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro per esercitare pressioni estorsive, avvalendosi della forza intimidatrice tipica delle organizzazioni mafiose, come previsto dall’art. 416 bis.1 del Codice Penale.
Il caso: la denuncia di BRT
Le indagini sono partite dalla denuncia di un dirigente della società di spedizioni BRT S.p.A., il quale ha riferito che, dopo l’interruzione dei rapporti commerciali con la Gifra S.r.l. (azienda di facchinaggio operante a Catania), due ex dipendenti della Gifra lo avrebbero condotto presso l’abitazione di I.F., allora sottoposto agli arresti domiciliari.
Durante l’incontro, I.F., pur non ricoprendo formalmente alcun ruolo nella Gifra, avrebbe preteso spiegazioni e minacciato ritorsioni contro l’azienda e i suoi dirigenti, qualora i rapporti contrattuali non fossero stati ripristinati.
Legami mafiosi e ruolo degli indagati
Le indagini, coordinate dalla Sezione Reati contro il Patrimonio e la Pubblica Amministrazione – Squadra Antiestorsioni, hanno rivelato che I.F. è figlio di I.G., storico affiliato al clan mafioso Santapaola-Ercolano. Inoltre, i due accompagnatori – C.L. e C.F., entrambi indagati – risultano essere cognati di I.F. e dipendenti della Gifra S.r.l.
Un ulteriore indagato, P.V., anch’egli legato alla famiglia mafiosa in quanto cognato di I.G. e amministratore di fatto della Gifra, avrebbe esercitato ripetute pressioni e minacce ai danni di BRT S.p.A. al fine di ottenere:
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il ripristino del contratto d’appalto con Gifra,
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oppure una “buonuscita” economica per la società,
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con l’aggiunta di nuovi appalti in altre regioni italiane.
Misura cautelare: custodia in carcere
Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta, ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati, che sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza a Catania.





