03 Aprile 2025
Riposto. Al Geometra il terzo incontro del Premio Biagio Andò: “La storia e la Sicilia. Rosario Romeo e il suo tempo”

GIARRE. “La storia e la Sicilia. Rosario Romeo e il suo tempo” è stato il tema del terzo incontro culturale del Premio Biagio Andò 2025, svoltosi giovedì 3 aprile, nell’aula magna dell’I.T.C. Geometri “Colajanni” di Riposto. I lavori sono stati aperti dalla dirigente Rosalba Mingiardi che ha spiegato: “La nostra scuola è stata sempre aperta a questo tipo di eventi che comportano lo studio della storia e della nostra sicilianità. Il sapere promosso dall’istituzione scolastica deve essere sempre trasversale, legato sia all’ambito scientifico che umanistico, e, quindi, siamo ben felici di partecipare a questo premio. I ragazzi sono altrettanto contenti di potersi mettere in gioco facendo tesoro delle conoscenze e delle competenze di questi qualificatissimi relatori”.
Sull’interessante argomento, collegato da remoto, è intervenuto Alberto Cardillo, capo di Gabinetto dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, il quale ha portato i saluti e l’apprezzamento del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e dell’assessore regionale Francesco Scarpinato. Secondo Cardillo “Rosario Romeo è stato uno dei più grandi storici italiani del Novecento, che ha capovolto l’approccio storiografico del risorgimento di stampo prevalentemente gramsciano come ‘rivoluzione mancata’ e ha sempre approfondito un’analisi storica lucida e oggettiva. E’ stato un uomo libero che ha pagato un alto prezzo per il suo modo di pensare e di scrivere e non ebbe una vita accademica serena. Bisogna ricordare che abbandonò l’insegnamento all’Università La Sapienza per le minacce di morte ricevute e interruppe persino la sua collaborazione giornalistica al ‘Corriere della Sera’ scontrandosi con la linea editoriale del giornale ”.
Sempre collegato da remoto, il più atteso relatore della giornata è stato Claudio Signorile, ex ministro e docente universitario, che ha definito Rosario Romeo come “lo storico più importante della seconda metà del secolo scorso e dei primi vent’anni di questo secolo. Uno storico a tutto tondo, che fu autore di saggi sull’Italia e sull’Europa dell’800 e del ‘900, oltre ad essere una grande figura del meridionalismo colto, vitale attivo e della storiografia applicata. Rosario Romeo fece una carriera brillante prima a Napoli sotto l’influenza della scuola di Benedetto Croce e dopo sotto le ali protettive di Federico Chabod mise le radici in quella che è diventata la scuola storica contemporaneista di cui fece parte anche Renzo De Felice. L’esperienza che ho compiuto con Rosario Romeo, di cui sono stato per 10 anni assistente universitario, è stato un elemento di accrescimento culturale e morale per la mia persona. Romeo visse negli anni contradditori della stagione universitaria del ‘27 politico’, ha concluso l’ex Ministro- cioè di questa idea che si dovesse studiare senza avere giudizi, senza essere riconducibili ad una verifica di merito. Tutto ciò rappresentava l’opposto del suo ideale didattico e di quello di altri docenti”.

Il docente di Storia moderna Roberto Tufano ha riaffermato: “Rosario Romeo ci lascia una grande eredità sulla cultura del meridionalismo. Oggi non ci sono personaggi che rappresentano le istanze del mezzogiorno e la questione meridionale non può essere cancellata nel dibattito politico e culturale come si tende a fare oggi”.
Sono seguiti gli interventi degli studenti, che hanno posto domande di approfondimento.
I lavori sono stati conclusi dal prof. Salvo Andò, ex ministro e docente universitario ricordando: “La grande lezione di coerenza di Rosario Romeo. Spesso lo storico ha assunto posizioni impopolari e difficili in cui però credeva profondamente e colpiva molto il valore che attribuiva alla cultura come fatto essenziale per potere avere società realmente emancipate. Nelle polemiche che ingaggiava non è stato mai animato da sentimenti di settarismo. E’ stato veramente un intellettuale liberal democratico, una coscienza critica e attenta che insorgeva ogni qual volta si metteva in discussione la democrazia liberale e lo stato di diritto”.

Mario Pafumi
mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.





