31 Marzo 2025
Evasione fiscale e autoriciclaggio: sequestro milionario a Paternò

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per oltre 2 milioni di euro a Sergio Virgillito, accusato di accusato di evasione fiscale e autoriciclaggio.
Nel quadro di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provincialehanno eseguito un sequestro preventivo nel comune di Paternò (CT). Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale locale, riguarda beni e somme per un valore complessivo di 2.362.900 euro, riconducibili a un soggetto accusato di omessa dichiarazione dei redditi e autoriciclaggio.
Indagini fiscali: evasione oltre i 5,5 milioni di euro
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Paternò, hanno avuto origine da una verifica fiscale su un’impresa individuale operante nel settore della vendita di contratti energetici e telefonici. L’inchiesta ha permesso di ricostruire ricavi non dichiarati per oltre 12 milioni di euro, con un’evasione fiscale stimata superiore ai 5,5 milioni di euro.
L’operazione ha beneficiato della cooperazione internazionale, coinvolgendo le autorità fiscali di Lituania e Germania. Le informazioni raccolte hanno portato alla scoperta di un sofisticato sistema di autoriciclaggio.
Schema di autoriciclaggio e uso di criptovalute
Secondo gli investigatori, Sergio Virgillito, nato nel 1981 a Catania, avrebbe trasferito i proventi dell’evasione su un conto bancario in Lituania. Le somme venivano poi convertite automaticamente in criptovalute attraverso piattaforme di exchange.
L’istituto bancario lituano coinvolto è stato successivamente chiuso dalle autorità del Paese per violazioni delle normative antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo.
Sequestro di beni e criptovalute
Sulla base delle evidenze raccolte, il GIP di Catania ha ritenuto fondati i gravi indizi di colpevolezza e ha disposto un sequestro preventivo – anche per equivalente – fino alla concorrenza di 2.362.900 euro.
L’operazione, condotta dai finanzieri della Compagnia di Paternò con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche di Roma, ha portato al sequestro di:
• Contanti e somme depositate su conti correnti
• Quote societarie
• Veicoli (auto, motocicli e ciclomotori)
• Criptovalute detenute in un portafoglio virtuale
Questo intervento conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto ai reati economico-finanziari e nell’individuazione di sofisticati sistemi di evasione e riciclaggio attraverso il mondo delle criptovalute.






