29 Marzo 2025

Scogliera d’Armisi: un patrimonio naturale da proteggere

Scogliera d’Armisi: un patrimonio naturale da proteggere

A Catania, da oltre 20 anni, si discute di modifiche e ampliamenti del porto, con progetti per la realizzazione di un grande porto turistico

Tuttavia, molte associazioni ambientali e civiche stanno opponendosi fermamente a questo progetto, portando avanti petizioni per ricordare alla Pubblica Amministrazione l’importanza storica, sociale e ambientale della Scogliera d’Armisi. Questo tratto di costa è visto da molti cittadini come l’unica possibilità di accesso al mare per i residenti, poiché gli accessi liberi sono rari, sia nella zona rocciosa che nel litorale sabbioso.

La Scogliera d’Armisi è un prezioso patrimonio naturale che vanta un incredibile valore storico e paesaggistico, caratterizzato da ingrottati lavici naturali risalenti a diverse ere geologiche. Questi elementi testimoniano il millenario rapporto tra la città di Catania e l’Etna, la “mamma” montagna che ha modellato la regione.

Dal punto di vista biologico, la scogliera ospita una ricca fauna marina

Tra i pesci presenti, si trovano triglie, murene, vacchette di mare, saraghi e ricciole. La zona è anche popolata da numerosi labridi, come il tordo pavone e il tordo verde, che si nutrono di molluschi e granchi. Tra le alghe e nelle zone più protette, si possono osservare gamberetti trasparenti di scogliera (Palaemon elegans), che costituiscono una preda ideale per molti pesci.



Un altro affascinante abitante della scogliera è il Pomodoro di mare, un anemone che può resistere a lungo fuori dall’acqua e si espande quando immerso, catturando piccoli organismi marini. Le rocce laviche della scogliera si estendono fino a 20-25 metri di profondità, formando scarpate ricche di vita, dove è possibile incontrare branchi di occhiate, cernie e murene.

In passato, la zona sabbiosa era abitata da uno dei molluschi più belli del Mediterraneo, la Pinna nobilis, che oggi è quasi scomparsa a causa della pesca illegale a strascico. L’uso indiscriminato di questa pratica ha causato la perdita di importanti ecosistemi marini, come le praterie di posidonia e le foreste di gorgonie.

La domanda che sorge spontanea è: nelle valutazioni di impatto ambientale, si tiene davvero conto degli ecosistemi marini? Il valore ecologico di questo patrimonio naturale viene adeguatamente ponderato? I progettisti e gli amministratori considerano le incognite legate ai cambiamenti climatici e le esigenze dei cittadini che non hanno accesso a strutture private per godere di un ambiente naturale che dovrebbe essere di libero accesso per tutti?

Difendere la Scogliera d’Armisi significa proteggere un pezzo di storia e natura che appartiene alla collettività e garantire alle future generazioni la possibilità di fruire di un patrimonio unico e irripetibile.

di Alessandro Cento, biologo marino

redazione

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