28 Marzo 2025

“Harem” di Alberto Bassetti al Piccolo Teatro di Catania

“Harem” di Alberto Bassetti al Piccolo Teatro di Catania

La pièce di Alberto Bassetti diretta da Manuel Giliberti va in scena domenica 30 marzo al Piccolo Teatro della Città

Protagonisti Simonetta Cartia, Deborah Lentini, Alessandra Fazzino, Cecilia Mati Guzzardi, Emanuele Puglia 

Una tragicommedia dell’attesa che nonostante si svolga nel periodo federiciano, ci induce a riflessioni contemporanee. Si tratta di Harem, testo raffinato di Alberto Bassetti che, diretto da Manuel Giliberti va in scena domenica 30 marzo (ore 18) al Piccolo Teatro della Città di Catania. Protagonisti: Simonetta Cartia, Deborah Lentini, Alessandra Fazzino, Cecilia Mati Guzzardi, Emanuele Puglia.

Lo spettacolo, una produzione Associazione Città Teatro in collaborazione con VersoArgo, vanta le scene di Nanni Ragusa, i costumi di Lidia Agricola, le musiche originali di Antonio Di Pofi e i movimenti coreografici di Serena Cartia.



L’azione si svolge nella sala di uno dei tanti castelli che Federico II fece costruire nei suoi territori. E tuttavia a questo fervore edificatorio non sempre corrispose un utilizzo reale e molte di queste fortezze, le cui imponenti linee architettoniche caratterizzano ancor oggi le terre del Sovrano furono, in molti casi, popolate solo da guarnigioni e nobili la cui unica funzione fu di attendere la visita del Sovrano e prepararsi ad una difesa che in molti casi non si rese mai necessaria.

Harem è il racconto della storia di uno di questi castelli e delle persone che lo abitano. Uno spaccato di vita che mescola umanità e storia.

In una di queste fortezze, infatti, quattro donne di nascita e provenienza diversa consumano la propria esistenza. Sono le favorite di un Harem che però fino a quel momento non è stato ancora mai visitato dal suo Signore.

Le quattro: una siciliana, una germana, una romana e una saracena parlano tra loro, ipotizzano, sognano, si scontrano nella speranza di poter essere un giorno prescelte come la preferita dell’imperatore. Si comportano e agiscono come se già vivessero questo confronto e dunque non lesinano tra loro bassezze, insinuazioni e attacchi reciproci.

Si consuma così giorno dopo giorno un gioco al massacro, quasi una danza della mente, una sorta di farandola che al movimento del corpo sostituisce una febbrile attività del cervello e che le quattro donne svolgono a proprio vantaggio per far si che l’arrivo dell’Imperatore le trovi pronte, tesa ognuna a primeggiare sulle altre.

E la visita ci sarà: con l’arrivo di un Visitatore inatteso porterà infatti a un epilogo che sarà invece ben diverso da uno dei tanti immaginati; epilogo che appunto suggellerà per le quattro donne la caduta di tutte le illusioni e insieme la necessità di uscire dal gioco per riconoscere la pochezza della propria realtà.

Info 095530153

redazione

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