22 Marzo 2025
Catania, la città del futuro e il nuovo Porto

Per tanti anni si è parlato dell’infrastruttura Porto di Catania per decidere se il suo futuro doveva essere a vocazione commerciale o anche turistica, se doveva lasciare ad Augusta il traffico commerciale e diventare solo un approdo turistico (così come Riposto).
Questo Piano del Porto (dopo la riforma delle Autorità portuali) propone entrambe le destinazioni (commerciale e turistica), per la prima volta si riscontra una sinergia tra Autorità portuale e Amministrazione comunale, si mette sul tavolo una proposta di Piano, che anticipa di parecchio le future scelte che saranno fatte con il PUG.
L’infrastruttura Porto non sarà più declassata a infrastruttura secondaria del sistema dei Porti della Sicilia Orientale, ma si rilancia per avere anche un ruolo nella competizione dei Porti del Mediterraneo. Nell’esaminare questa proposta di Piano, non facciamoci condizionare da eventuali grandi scelte e da interventi di impatto (vedi secondo Porto turistico), necessari per elevare il livello della nuova infrastruttura proposta.
Si tratta di una proposta che deve fare i conti con uno stato di fatto complicato, con una Città che tarda a prendere le sue decisioni e che spesso è costretta a prenderle, per inseguire gli obiettivi di altre Committenze (Autorità portuale, Ferrovie dello Stato, Aeroporto o Circumetnea…).
Tutto questo prepara la città a quel 2030, in cui dovrà essere avviato il suo futuro, magari con la costituzione di Urban Center, dove tutte queste proposte, potrebbero essere affrontate, con una partecipazione delle tante realtà associative presenti in questa Città.
Quali sono le risposte della Città alle proposte delle varie committenze, che sgomitano per raggiungere i loro obiettivi e non hanno alcuna intenzione di aspettare ancora per molto?
di Franco Porto, architetto e libero professionista






