17 Marzo 2025
Operazione “Caronte”: smantellata piazza di spaccio a Riposto

Operazione “Caronte”: Blitz dei Carabinieri contro il traffico di droga in provincia di Catania. In manette anche due minorenni.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e della Procura per i Minorenni, hanno eseguito un’importante operazione antidroga denominata “Caronte”, che ha portato all’arresto di 10 persone (8 maggiorenni e 2 minorenni). Le misure cautelari, disposte dai Giudici per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale Ordinario e del Tribunale per i Minorenni di Catania, includono la custodia in carcere e il collocamento in comunità per i minori coinvolti.
Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, spaccio di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori.
La base dello spaccio: un palazzo popolare trasformato in mercato della droga
Le indagini, condotte dai Carabinieri della Stazione di Riposto, hanno portato alla scoperta di una piazza di spaccio attiva 24 ore su 24 all’interno di una palazzina popolare di Riposto. Il presunto capo dell’organizzazione sarebbe Ivan Privitera, già sottoposto agli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti, che avrebbe trasformato la propria abitazione in un vero e proprio punto di riferimento per gli acquirenti.
Le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento di diversi familiari di Privitera, tra cui:
• Giovanna Privitera (madre)
• Sebastiano Cavallaro (fratellastro)
• Ornella Marika Nicolosi (sorellastra)
• Antonio Zammataro (compagno della madre)
Indagini e metodi usati dal gruppo criminale
L’attività investigativa è scattata a seguito della denuncia di un abituale acquirente, che si è rivolto ai Carabinieri dopo essere stato aggredito con bastoni a causa di una lite per il parcheggio della sua bici elettrica.
Per eludere i controlli delle forze dell’ordine, il gruppo avrebbe adottato strategie sofisticate:
• Telecamere ad alta definizione installate agli angoli del palazzo
• Vedette posizionate strategicamente per avvistare le pattuglie
• Consegne a domicilio in diversi comuni tra cui Riposto, Giarre, Mascali, Calatabiano e Giardini Naxos
Nonostante gli arresti di alcuni membri, tra cui lo stesso Privitera (luglio 2024) e Zammataro (febbraio 2024), l’attività illecita sarebbe continuata con una riorganizzazione interna del gruppo.
Violenza contro i rivali e sequestri effettuati
Il sodalizio criminale avrebbe utilizzato anche metodi violenti per mantenere il controllo del territorio, minacciando e aggredendo chi tentava di avviare attività di spaccio indipendenti.
Durante l’operazione, i Carabinieri hanno arrestato 3 spacciatori in flagranza di reato e deferito in stato di libertà altri 3 soggetti.
I sequestri effettuati:
• 15.000 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio
• 33 grammi di crack
• 133 grammi di cocaina
• 473 grammi di marijuana
• Un’Alfa Romeo Stelvio, intestata fittiziamente a un familiare per eludere i controlli patrimoniali
Il ruolo dei minorenni nel traffico di droga
Le indagini hanno rivelato il coinvolgimento di due minorenni, incaricati delle consegne a domicilio e del supporto logistico. In cambio, ricevevano circa 20 euro per ogni consegna.
Il giro d’affari del gruppo è stato stimato in circa 500 euro al giorno, per un totale di 15.000 euro mensili.
Gli arrestati
Maggiorenni sottoposti a custodia cautelare in carcere:
1. Ivan Privitera (25/02/2002, Giarre) – già detenuto
2. Sebastiano Cavallaro (28/11/2003, Catania)
3. Antonio Zammataro (01/04/1979, Catania)
4. Giovanna Privitera (17/02/1976, Catania)
5. Sasha Finocchiaro (17/10/1994, Monzano – BO)
6. Ornella Marika Nicolosi (20/10/2005, Catania)
7. Vincenzo Pio Mammino (27/10/2005, Catania)
8. Davide Raspa (29/10/2000, Taormina)
Conclusioni
L’operazione “Caronte” ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata di Riposto, smantellando una delle piazze di spaccio più attive del territorio. Grazie a un’intensa attività investigativa, è stato possibile identificare e fermare i membri del gruppo criminale, interrompendo un traffico di droga che garantiva ingenti guadagni illeciti alla malavita locale.






