08 Marzo 2025

Discriminazione e prevaricazione: altro che “Festa della Donna”

Discriminazione e prevaricazione: altro che “Festa della Donna”

Qualcuno, anzi più di qualcuno, la chiama “Festa della Donna”. C’è davvero poco da festeggiare, però, finché saremo costrette ogni giorno a leggere di violenze e femminicidi, discriminazioni e opportunità negate. Altro che frizzi e lazzi.

La Uil di Catania vuole onorare le ragioni per cui l’8 marzo si celebra la Giornata internazionale per i Diritti delle Donne ricordando le tante, troppe, lavoratrici vittime – adesso come in passato – delle criminali carenze di sicurezza nei campi, nelle fabbriche, nei cantieri. No, non c’è proprio da stare allegri!

Ogni giorno, dunque, sia 8 marzo e venga usato per sradicare le malapiante della prevaricazione e dell’odio. Al loro posto, coltiviamo la cultura dei diritti e della non-violenza. Non a caso, noi della Uil in questi anni abbiamo consegnato ulivi – simbolo di pace – alla cura di studentesse e studenti di due istituti scolastici a Catania e Acireale, perché attecchisca e cresca con ragazze e ragazzi il tempo del rispetto e dell’amore.

Proprio alle nuove generazioni affidiamo questa Giornata e le altre che verranno, domani e dopo. Con loro e per loro diciamo no, senza se e senza ma, a ogni abuso di genere. Iniziamo dal mondo del lavoro, in cui lo svantaggio femminile è persino troppo evidente. Bisognerebbe scandalizzarsi nel leggere che al 64.5 per cento delle donne, il doppio degli uomini, vengono offerti soltanto contratti a termine e part-time. E che nel nostro Sud il tasso di occupazione femminile è fermo al 56.5 per cento, mentre le paghe restano spesso al di sotto della soglia di povertà. Bisognerebbe scandalizzarsi, ma pochi lo fanno davvero. Specie nei Palazzi che contano.



di Enza Meli, segretaria generale Uil di Catania

redazione

redazione