27 Febbraio 2025
Santapaola – Ercolano: “Giuseppe Castiglione For President”

Missione compiuta da parte del gruppo Castello Ursino. La moglie di Santapaola prestava soldi all’onorevole per viaggi a Malta. Poi la richiesta esaudita del nuovo regolamento cimiteriale.
Chi continua a dire che la mafia non esiste, si trova dalla parte sbagliata della storia ed è stato smentito clamorosamente dagli atti in mano alla Procura etnea che ha disvelato quanto sia forte il potere di Cosa nostra da Picanello a Librino. L’arresto di Giuseppe Castiglione ha spazzato via gli illusi che credevano si alle infiltrazioni della malavita nelle istituzioni, ma non certo di questo livello.
L’ex presidente del Consiglio comunale di Catania e deputato regionale era anche presente nella Commissione antimafia presieduta da Antonino Cracolici, che proprio a Catania parlò qualche tempo fa di permeabilità mafiose all’interno delle istituzioni. Castiglione, cade nella rete degli inquirenti per delle intercettazioni che lo vedono ripetutamente vicino ad elementi di spicco del clan Santapaola-Ercolano. Una richiesta di 2 mila euro per un viaggio a Malta da parte dell’onorevole viene onorata da Crissel Viscuso, moglie di Francesco Santapaola, in carcere in regime di 41 bis. A portare i soldi direttamente in Comune a Castiglione l’amico Domenico Colombo, affiliato al gruppo del Castello Ursino e cugino della Viscuso.
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I “prestiti” erano continui, così come riferito dallo stesso Colombo ad un altro amico politico, Matteo Marchese, consigliere comunale a Misterbianco, Comune in quel periodo sciolto per infiltrazioni mafiose. Secondo la Procura dalle intercettazioni risulta chiaro come Castiglione e Colombo avessero dei rapporti molto stretti e confidenziali. In un’occasione, riportata nell’ordinanza di custodia cautelare, Castiglione si mostra collaborativo.
La vicenda trae origine quando durante una sparatoria viene ferito un extra comunitario Kebba Camara. Il tentato omicidio avviene in uno slargo a San Giorgio, dove Paolo Bartolotta, fratello dell’ex marito di Agata Santapaola, sorella di Francesco, ha un camion adibito a chiosco-bar abusivo e chiuso duranti i controlli dalle Forze dell’ordine. Con lui lavora anche Salvatore, figlio di Crissel Viscuso.
Interpellato Castiglione consiglia di trovare un’altra area e una volta visionata attraverso una foto inviatagli si premura di fare ottenere un’autorizzazione di occupazione di suolo pubblico. Dopo questa “messa alla prova” per Castiglione inizia la campagna elettorale alle regionali. Domenico Colombo presenta a Castiglione il capo del gruppo Castello Ursino Rosario Bucolo e da qui in poi per il presidente del Consiglio comunale le richieste si fanno sempre più pressanti. Come la pulizia di uno spazio in viale Bummacaro.
Il mafioso chiede e il politico esegue e il potere aumenta a dismisura. Poi viene chiesta l’autorizzazione per l’apertura di un’agenzia di pompe funebri al Castello Ursino fino ad arrivare a richiedere l’approvazione del nuovo regolamento dei servizi cimiteriali, portata avanti con successo da Castiglione. In cambio il sostegno elettorale, con tutti gli amici di Bucolo e Colombo, compresa Crissel Viscuso, e Andrea Corallo, tutti elementi di spicco dei Santapaola- Ercolano.
La strategia portata avanti era quella dell’intimidazione con la presenza di esponenti mafiosi davanti ai seggi a ricordare agli elettori quello che dovevano fare. Tanto nomi e cognomi dei votanti contattai li avevano già e i riscontri dell’urna erano facili.
Così è successo a Misterbianco con l’elezione di Matteo Marchese e a Ramacca con l’elezione a sindaco di Ramacca Nunzio Vitale. Basta la presenza. Poi tutti a festeggiare. Una mafia che torna anche all’antico con incontri fisici limitati, con rimproveri per “pubblicazioni di foto sui social” ed uno spiccato senso di appartenenza. In via Belfiore si comanda e basta senza “Spacchiamenti”, parola di Francesco Santapaola. I risultati verranno così da soli. Altro che la mafia non esiste.
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