16 Febbraio 2025
Arrampicata in crescita

Serena Acquaviva: “È uno sport completo con varie discipline, si usano mani e piedi con prese e appigli”
L’arrampicata sportiva è uno sport olimpico. Alle Olimpiadi di Parigi il giovane Toby Roberts si è consacrato, appena 19enne, vincendo la medaglia d’oro. La visibilità olimpica ha chiaramente creato grande interesse. Al Cus Catania sono 200 i praticanti per uno sport coinvolgente e appassionante, per tutte le età.
“È un tipo di sport – spiega il tecnico Serena Acquaviva – molto completo, migliora forza e resistenza, sviluppa la coordinazione e l’equilibrio. È molto utile perché ci permette anche di sviluppare la concentrazione e la gestione delle paure (come la paura dell’altezza o del vuoto).
È UN’ATTIVITÀ CHE PERMETTE DI METTERSI IN GIOCO E IN CONTINUA ESPANSIONE
“Esiste anche il paraclimbing che a Los Angeles 2028 diventerà sport olimpico, da tre anni seguiamo un ragazzo non vedente che adesso ha 13 anni e confidiamo di portarlo alle competizioni nazionali già nel 2026”. Nel dettaglio l’attività agonistica è molto intensa, ma occorre fare le opportune differenze rispetto al free climbing (arrampicata libera).
“L’arrampicata sportiva – ci spiega – è una disciplina che consiste nel salire pareti di roccia naturale o strutture artificiali utilizzando mani e piedi, con l’ausilio di prese e appigli. Si distingue dall’arrampicata tradizionale perché si pratica su percorsi attrezzati con ancoraggi fissi. Può essere praticata indoor e outdoor”.
TRE LE SPECIALITÀ INDOOR CHE RENDONO LA COMPETIZIONE DAVVERO AFFASCINATE
“Nel Lead – continua Serena – l’atleta scala una parete alta con l’ausilio di una corda come sistema di sicurezza cercando di arrivare il più in alto possibile. Nel Boulder, invece, ci si arrampica su pareti più basse rispetto alla lead senza corda, con materassi per attutire eventuali cadute. Lo Speed è, invece, una gara di velocità su un percorso standardizzato di 15 metri”.
E L’OUTDOOR?
“Il corrispettivo esterno della lead si svolge su pareti rocciose naturali svolge su pareti rocciose naturali attrezzate con punti di ancoraggio, attraverso i quali si fa passare la corda di sicurezza. Queste pareti possono raggiungere un’altezza massima di 30-35 metri. La seconda è il boulder, che si pratica su massi naturali alti fino a sei metri, dove la sicurezza è garantita dall’uso di materassi specifici chiamati crashpad”.






