13 Febbraio 2025

Ludovica Panfili, biologa con il beach volley nel cuore

Ludovica Panfili, biologa con il beach volley nel cuore

Collabora con Marecamp e Surfaround, si occupa dei cetacei e di ecosostenibilità ambientale. Ha vinto il Mondiale degli sport d’impresa nel beach volley

La forza di credere nei sogni, la voglia di realizzarli. Emozionarsi per le piccole cose che rendono grande la nostra vita. Quando incontri Ludovica Panfili le sensazioni che tocchi con mano sono molteplici.

BIOLOGA AMBIENTALE, GIOCATRICE DI BEACH VOLLEY, INNAMORATA DEL MARE E DEGLI SPORT SULLA SABBIA

Un mix vincente e spumeggiante in un contenitore di proposte, obiettivi, progetti che rendono tutto più speciale.

“Il mio amore per la natura – spiega – si è sempre esteso anche al mare: d’altronde, penso sia tra le prime cose che mancano ai siciliani che vanno fuori. Mio nonno materno era di Marzamemi, borgo marinaro, quindi il mare ha sempre fatto parte di me in qualche modo. Vivo tantissimo il mare, che sia per lavoro, per stare un po’ sola a pensare o per giocare a beach volley”.



LA POESIA DELLE PAROLE S’INTRECCIA CON LA VITA
DI TUTTI I GIORNI

“Il lavoro è la mia vita – continua – collaboro con Marecamp, associazione che fa ricerca sui cetacei nel Golfo di Catania. Accompagno in barca turisti e appassionati, occupandomi contemporaneamente di monitoraggio e di attività divulgative di citizen science. Sono anche biologa per Surfaround, associazione di surfisti, per cui mi occupo di attività divulgative e di sensibilizzazione verso il rispetto del mare. Credo non ci sia un momento in cui è nato il mio amore per la natura, e per gli animali in particolare, l’ho sempre avuto: da piccola tutti mi vedevano come futura veterinaria, ma io non volevo occuparmi del singolo esemplare, ma della salvaguardia di intere specie”.

Nel 2024 ha conquistato insieme con Corrado Paternò Castello il titolo di campionessa del mondo di beach volley ai Mondiali dello Sport d’impresa, che si sono svolti a Catania.

“Esperienza straordinaria chi se la dimentica. Corrado, oltre ad essere un carissimo amico, è il socio perfetto. In campo non siamo solo 1+1, ma insieme riusciamo a dare entrambi qualcosa in più: questo mondiale era nato da una semplice battuta, un gioco, e poi invece, ci ha portato a salire sul gradino più alto del podio, acquistando, partita dopo partita, sempre più consapevolezza. Ricordo, soprattutto, le partite contro Francia e Polonia, delle belle battaglie, eravamo un fuoco. Non smetterò mai di ringraziarlo”.

IL BEACH VOLLEY È UNA PARTE FONDAMENTALE DEL SUO PERCORSO SPORTIVO

“Il beach volley è uno sport che negli anni mi ha dato tantissimo, come atleta, come coach e come persona: mi ha dato gioie immense e profondi sconforti, ma è stato sempre in grado di lasciarmi grandi insegnamenti di vita. E poi mi ha permesso di conoscere tante persone meravigliose. Un grazie va sicuramente a Dario Giuffrida, che mi ha formata come atleta e come allenatrice, e alla Masterball Academy, che mi supporta e crede nella crescita del nostro sport in Sicilia”.  

Ludovica Panfili

SURFAROUND È IL CAPITOLO CHE INCROCIA LO SPORT E IL LAVORO

“Conosco Melo Russo da anni, condividiamo la stessa casa, le Capannine di Catania. Ognuno preso dalla propria passione. Lui per il surf, io per il beach. Lui e Antonio (Zimbone ndr) cercavano una biologa per la famiglia di Surfaround, per portare avanti delle attività legate all’ecosostenibilità, soprattutto per i più piccoli: così le nostre strade si sono incrociate. Proprio assieme a loro ho preso parte ad un progetto con l’Istituto Francesco Ventorino di Catania, collaborando con WeSport. La mia proposta è stata da subito legata al mare”.  

LE NUOVE GENERAZIONI SONO PIÙ SENSIBILI ALLE TEMATICHE AMBIENTALI

“Ho accompagnato i ragazzi in un viaggio alla scoperta delle bellezze del Mar Mediterraneo: così hanno imparato quanta biodiversità risiede nel nostro mare, quanto sia importante proteggerla e quanto i nostri comportamenti possano incidere sull’intero ecosistema”.  

QUANTE EMOZIONI CON QUESTO PROGETTO

“Ho sempre amato la divulgazione scientifica e questa attività è stata un grande successo. I ragazzi hanno imparato tantissimo in poco tempo e questa è la vittoria più grande. L’ultimo giorno di attività in campo, c’era chi era indignato per le posate di plastica monouso della struttura, chi voleva chiamare la guardia costiera per proteggere un nido di Caretta caretta, chi è andato a rimproverare un adulto che aveva buttato un mozzicone di sigaretta in spiaggia. E tutto questo mi riempie di gioia, perché significa che il messaggio di salvaguardia dell’ambiente è arrivato forte e chiaro”.

redazione

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