10 Febbraio 2025

Il terremoto di Santo Stefano e la ricostruzione

Il terremoto di Santo Stefano e la ricostruzione

Un commissario attivo, ma il personale tecnico è insufficiente. Fleri è una frazione quasi spopolata

Sono passati 6 anni dal sisma che ha colpito la provincia di Catania del 26 dicembre 2018, non parlerei più di macerie e distruzione ma vedo con fiducia e positività la ricostruzione”.

Esordisce così Matilde Riccioli, presidente del Comitato terremotati di Zafferana Etna e vicepresidente del Coordinamento dei Comuni terremotati sisma di Santo Stefano.

Alcuni Comuni hanno già finito, ma il territorio di Zafferana Etnea nelle sue frazioni di Fleri, Poggio Felice e Pisano il più colpito, è quello che ancora vede la ricostruzione un po’ più lenta degli altri, anche se il commissario per la ricostruzione, Salvatore Scalia, ha dato la possibilità di assumere 17 tecnici in più per incrementare l’Ufficio sisma”.



I Comuni interessati sono: Acireale, Zafferana Etnea, Aci Sant’Antonio, Milo, Santa Venerina, Viagrande, Aci Catena, Aci Bonaccorsi e Trecastagni.

Per il terremoto di Santo Stefano non sono state applicate delle norme e agevolazioni concesse per il terremoto del Centro Italia, non abbiamo ricevuto lo stesso trattamento normativo e le stesse agevolazioni fiscali, non ci sono state le sospensioni delle tasse e contributi, solamente fino al settembre 2019 (nove mesi). Un grave danno per chi pagava il mutuo e la casa è stata danneggiata, ancora ad oggi non abitabile. La sospensione dei mutui per noi è finita il 31 dicembre scorso, mentre il Centro Italia ne continua a beneficiare” – continua Matilde Riccioli -.

Il Superbonus rafforzato per il Centro Italia è stato più vantaggioso e con meno vincoli, noi ad esempio, abbiamo tempo come terremotati fino al 26/12/2025, una scadenza troppo breve per i cittadini terremotati di poter rinunciare al contributo del Commissario e utilizzare il super bonus 110 + 50% (rafforzato), che permetterebbe di ricostruire con interventi di efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico, fra l’altro ne potrebbero usufruire solo i terremotati che avevano entro il 29 marzo 2024  richiesto il titolo edilizio per la riparazione o la ricostruzione.

Come Comitato dei terremotati e Coordinamento abbiamo chiesto ripetutamente un trattamento equo rispetto al Terremoto del Centro Italia, ma abbiamo ottenuto molto poco. Sottolineare il grande impegno e la disponibilità del commissario Scalia, attento anche a segnalare tutte le novità legislative che ci possono riguardare”.

redazione

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