01 Febbraio 2025
Trappeto Nord, si lavora per un lento ritorno alla normalità

Todaro: “La situazione è sotto controllo”, intanto di lavora per ripristinare il servizio nell’area della Cittadella Universitaria e dell’ospedale Policlinico
Parola d’ordine è “fare presto” perché in tutto il quartiere va ripristinato il servizio e perché restano ancora troppi interrogativi in sospeso. Cosa ha causato la perdita di gas? In via Fratelli Gualandi se lo chiedono tutti. Le ferite della terribile esplosione della palazzina, a pochi passi da via Galermo, restano ancora aperte tra sopralluogo dei vigili del fuoco, operai che rimuovono le macerie e forze dell’ordine che presidiano l’area nell’ottica delle operazioni antisciacallaggio.
“La situazione è sotto controllo – afferma il presidente di Catania Rete Gas Gianfranco Todaro – sono già partiti i lavori per sezionare la rete, localizzare la perdita di gas e capirne le cause che hanno portato a tutto questo. Vogliamo un ritorno alla normalità in totale sicurezza ma dare tempistiche certe adesso è troppo prematuro. Passata questa fase occorrerà sigillare i contatori della zona e controllare ogni singolo appartamento per verificare altre eventuali perdite”.
Intanto in città si diffonde la psicosi da “fuoriuscita di gas” con centinaia di telefonate che inondano i centralini ed i numeri di emergenza di vigili del fuoco e di Catania Rete Gas.
“Dopo il caso di via Fratelli Gualandi – spiega Daniele Cosentino, abitante di piazza Domenico Savio – c’è stata l’esplosione della bombola in via Reclusorio del Lume. Il boato si è sentito per chilometri ed ora la gente ha il terrore di accendere anche la caldaia”. Per ora proseguono le riunioni ed i tavoli tecnici con esperti e rappresentanti del comitato per la pubblica sicurezza.
La priorità è quella di dare un nuovo (e temporaneo?) tetto alle circa 30 famiglie sfollate dalla zona interdetta di Trappeto Nord. Villaggio Turistico Europeo? San Cocimo? Opera Diocesana? Via della Concordia? Le proposte sono tante ma le ipotesi realmente percorribili sono veramente poche (definitivamente tramontata “l’opzione” del viale Moncada e del viale Nitta perché gli immobili comunali saranno destinati alle forze dell’ordine).
Catania ha un’emergenza abitativa enorme con 6.000 famiglie iscritte nelle graduatorie Iacp che aspettato da decenni. In teoria ci sarebbero degli immobili di proprietà comunale costruiti con fondi per l’emergenza o per gli sfrattati.
Case che dovrebbero rispondere ad un bisogno quasi immediato di avere un alloggio, e che farebbero al caso delle circa 30 famiglie di via Fratelli Gualandi, ma, nonostante la procedura più veloce, le strutture sono poche e non riuscirebbero a soddisfare interamente la domanda. Templi biblici di attesa, quindi, con le famiglie di Trappeto Nord costrette a chiedere ospitalità a parenti ed amici, vivere in una pensioncina oppure dormire in macchina davanti a ciò che resta della propria casa per paura degli sciacalli.
“Abbiamo creato una task force in collaborazione con le altre aziende del settore – prosegue Todaro – nell’ottica di un incessante lavoro verso un ritorno alla normalità nei prossimi giorni ripristinato il servizio di fornitura del gas metano nell’area che comprende la Cittadella Universitaria e il Presidio Ospedaliero “Policlinico” di Catania. Abbiamo mobilitato le nostre squadre di operai e stiamo lavorando nella massima collaborazione con l’amministrazione comunale, le forze dell’ordine e tutti i soggetti interessati con un preciso cronoprogramma di intervento. La nostra intenzione è comunicare giornalmente ai nostri utenti tutte le novità e operazioni intraprese e votate, passo dopo passo, ad un lento ma costante ritorno a quella normalità auspicata da tutti”.




