25 Gennaio 2025
Latino alle medie? Melius abundare quam deficere

Latino new entry e altri cambiamenti: la“rivoluzione” proposta dal ministro dell’Istruzione, tra chat Gpt, IA e il rispolvero delle basi
Melius abundare quam deficere, Mens sana in corpore sano, in extremis, ad maiora semper, sono solo alcuni dei modi di dire della tradizione classica latina che, usati ancora oggi, potrebbero tornare ad essere protagonisti sui banchi di scuola.
Ritorno del latino – opzionale – dalla seconda media; maggiore concentrazione sulla letteratura italiana, studio approfondito della storia d’Italia e stop alla geostoria, ma più valore alla geografia alle superiori; stimolo creativo e mnemonico fin dalle scuole dell’infanzia, con l’apprendimento di filastrocche e poesie e, dalle elementari, lo studio della musica e spazio anche per la conoscenza della Bibbia.
Le novità, presumibilmente introdotte dall’anno scolastico 2026-27, nascono dalla volontà di dare “valore della correttezza linguistica” spiega Giuseppe Valditara ministro dell’Istruzione e del Merito che assicura: “nostro obiettivo è una scuola seria”.
Altro che latino! Intanto iscrizioni per l’anno scolastico 2025-26
sono state rinviate dal 21 gennaio al 10 febbraio
Serietà. Intanto, mentre le iscrizioni online per l’anno scolastico 2025-26 hanno subito una modifica, con spostamento dal 21 gennaio al 10 febbraio (la data fissata in precedenza era dall’8 al 31 gennaio), è aperto il dibattito sulle proposte del prossimo.
Cambiamento che, se applicato, sarebbe radicale. Coinvolgendo studenti (e le famiglie), e gli insegnanti (con probabile ripasso da ruggine latina).
Antonio Aiello, docente di italiano, storia e geografia alla Mario Pluchinotta che si autodefinisce “di parte”, è favorevole alle novità proposte. “Dobbiamo ricordare che l’italiano è figlio del latino. Lo studio del latino è importante perché aiuta a strutturare l’uso della morfologia, della sintassi, delle parole che concordano. Scegliere il termine più appropriato da adottare dal punto di vista linguistico. Ciò che, in modo “riduttivo” e “semplicistico” viene tradotto in “il latino aiuta a ragionare”, sviluppa le conoscenze che nel tempo, si trasformeranno in competenze”.
“Il latino aiuta a ragionare”
La maggiore attenzione che sarà rivolta alla storia italiana, pensata “non in ottica antieuropea – prosegue – ma per valorizzare ciò che abbiamo. Conoscere le tappe storiche di chi ci ha preceduto per capire chi siamo nel presente e guardare il futuro”.
Spesso, non si conoscono (e cosa hanno fatto) le persone di cui strade, corsi e piazze portano i loro nomi.
Tiziana Abate, architetto, insegnante di tecnologia e componente del Team Digitale dell’Istituto omnicomprensivo Angelo Musco, s’interroga sull’impatto delle nuove tecnologie nella formazione scolastica, che sono “uno strumento facilitatore dell’apprendimento perché aiuta noi insegnanti a rendere la lezione più accattivante e gli studenti a comprendere più facilmente concetti complessi”. Ma, prosegue – “Quello che mi preoccupa, sono gli effetti: mi riferisco al progressivo impoverimento del linguaggio e alla sempre più diffusa difficoltà di concentrazione. Penso alle parole di Calvino: “le poesie fanno compagnia e l’esercizio della memoria è molto importante nella crescita; così come è importante sconfiggere l’astrattezza del linguaggio che ci viene imposta ormai da tutte le parti”. Insomma, come aveva profeticamente previsto Calvino forse la vera innovazione nel XXI secolo sarà nel saper tornare indietro”.
Cosa ne pensano i genitori sull’introduzione del latino (e degli altri cambiamenti)?
Francesca Alfieri, consulente del lavoro/libera professionista, madre di due figli (1° liceo scientifico e 1° media) è: “Favorevole perché come diceva il mio prof di matematica all’università, incrementa le capacità logiche e di ragionamento dei ragazzi; aiuta a parlare correttamente in italiano, aggiungendo vocaboli nuovi che aiutano l’espressione forbita. Insomma, chi studia il latino impara a conoscere bene l’italiano”.
Adriana Pulvirenti (madre di due figli) e Cristina Rizzo (che di figli ne ha tre) dicono che: “Sicuramente un’opportunità di arricchimento per i ragazzi che ad oggi tendono ad utilizzare sempre meno vocaboli”. “la proposta di reintrodurre il latino già dalle scuole medie, è una cosa fantastica. Dobbiamo educare i nostri ragazzi al bello! Speriamo che questa proposta sarà operativa”.
Insomma, mentre l’Intelligenza artificiale si insinua sempre più nelle vite di tutti, e le chat Gpt sono sempre più sollecitate dagli studenti (richiamando l’indignazione dei prof – clicca qui post del profilo“La Fisica che ci piace”), si pensa al recupero delle basi… De gustibus non disputandum est. Noi siamo per il “Verba volant, scripta manent”.
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Simona D'Urso
Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.





