13 Gennaio 2025

Il treno dei desideri all’incontrario va…

Il treno dei desideri all’incontrario va…

Il treno in Siclia? Sul podio (ma in negativo) la tratta Catania-Caltagirone-Gela, la terza peggiore d’Italia

Quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, ma il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va…” così cantava Celentano nel lontano 1968 e a guardare lo scenario ferroviario attuale, diremmo che non è solo nei “pensieri” che il treno dei desideri va all’incontrario.



Nel report Pendolaria realizzato da Legambiente sulla situazione del trasporto ferroviario in Italia, dove si evidenziano le singole casistiche regionali, i problemi attuali e gli scenari futuri, troviamo una “raggiante Catania” (prendiamo in prestito dal brano “In bianco e nero” di Carmen Consoli) che svetta sul terzo gradino del podio per la tratta Catania-Caltagirone-Gela. Peccato che è un podio al contrario, visto che è la terza peggiore d’Italia.

Mentre l’attenzione è concentrata sul Ponte sullo Stretto, – si legge nel report -, la tratta ferroviaria Catania-Caltagirone-Gela continua a evidenziare tante problematiche lamentate dai pendolari quotidianamente. I lavori di ripristino della tratta Caltagirone-Gela, sospesa da ben 13 anni in seguito al cedimento del viadotto di Piano Carbone l’8 maggio 2011, sono iniziati nel 2022 e dovranno concludersi entro il 2026”.

“Dovranno concludersi” con un condizionale d’obbligo.

Sul podio (ma in negativo) la tratta Catania-Caltagirone-Gela, la terza peggiore d’Italia

Alfio la Rosa pres. Federconsumatori Sicilia su treni

Alfio la Rosa pres. Federconsumatori Sicilia

“La tratta Catania-Caltagirone-Gela, insieme alla Palermo-Trapani via Milo – motiva Alfio La Rosa, presidente Federconsumatori Siciliaè uno dei simboli che, più di mille parole, descrivono la situazione del trasporto ferroviario in Sicilia: immobile, da oltre un decennio. La prima tratta è chiusa dal 2011, la seconda dal 2013. Purtroppo, però, anche non considerando questi casi limite la qualità e quantità medie delle linee ferroviarie nella nostra isola sono comunque bassissime, con  centinaia di chilometri ancora a singolo binario, spesso senza nemmeno l’elettrificazione”.

Noi di Federconsumatori – prosegue – abbiamo sollecitato spesso RFI, Trenitalia e la Regione Siciliana a voltare pagina sia per quanto riguarda l’infrastruttura ferroviaria, sia per il numero dei treni messi su rotaia. La Regione ha pensato bene di stipulare il nuovo Contratto di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale (periodo 1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2033) con Trenitalia SpA, tramite una incomprensibile procedura di affidamento diretto senza alcuna gara e senza alcun controllo. Questa mossa, effettuata tramite la deliberazione di Giunta n. 503 del 21 dicembre 2023, ha blindato la posizione del monopolista Trenitalia fino al 2033. Questo non fa ben sperare in un aumento consistente del numero dei treni, né della loro qualità, né dei servizi offerti ai viaggiatori”.

 

E non è l’unico a pensarla così.

Giosuè Malaponti, presidente del comitato pendolari siciliani su treni

Giosuè Malaponti, pres. Comitato pendolari siciliani

Giosuè Malaponti, presidente del Comitato Pendolari Siciliani, non nasconde che con l’attuale assessore regionale Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò non si è mantenuto il confronto instaurato con il suo predecessore (Marco Falcone) e si sono persi anche le valutazioni sugli orari e il tavolo tecnico.

I problemi ci sono anche in altre tratte. Nella Catania-Palermo, ad esempio, con il cambio orario di dicembre le corse sono state inspiegabilmente dimezzate da 10 a 5. La rete ferroviaria – rincara la dose il numero uno dei pendolari – va potenziata, non tagliata. Né è concepibile pensare che per coprire le tratte ferroviarie, si debba ricorrere all’uso dei bus sostituivi (in questo caso da/per Dittaino-Catania) con lunghissimi tempi di attesa arrecando enormi disagi ai pendolari”.

È assurdo – prosegue – come finora la Regione non sia intervenuta con una ferma decisione per garantire collegamenti certi, permettendo all’utenza di poter usufruire di un servizio efficiente e continuo. Ci sono utenti che non hanno rinnovato l’abbonamento annuale perché non hanno garanzie sul servizio. Nonostante l’assessorato non ci abbia mai coinvolto tant’è che parliamo con più frequenza con Trenitalia, continueremo a chiedere di ridurre i disagi e i disservizi malgrado i lavori in corso per l’ammodernamento della rete infrastrutturale ”.

Una storia antica… Leggi anche: Treni italiani, pendolari meridionali mal serviti

Simona D'Urso

Simona D'Urso

Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.