14 Dicembre 2024

Il male oscuro di Catania: traffico e congestionamento

Il male oscuro di Catania: traffico e congestionamento

Gli indicatori TomTom  e quelli del rapporto Audimob. Due ordini di problemi: la città e l’area metropolitana

Non avevamo dubbi che il pezzo della scorsa settimana dedicato all’inaccessibilità di Catania riscontrasse grande attenzione dei lettori, soprattutto i pendolari giornalmente alle prese con ingressi e uscite verso e dal capoluogo.

Chi vive la quotidianità degli spostamenti per ragioni di lavoro, studio, salute ma anche per esigenze personali, sa bene che Catania diventa anno dopo anno una trappola infernale.

Per tempo medio di percorrenza calcolato ogni dieci chilometri, Catania nel 2023 è la settima città italiana più trafficata secondo il TomTom Index. Diciannove i minuti contro i 28,5 di Milano che è la quarta città più trafficata al mondo. Guardando invece all’area metropolitana, Catania è l’ottava provincia con più elevata intensità di traffico, con 16,2 minuti; il record spetta a Messina con 21,5 minuti.



Cambiando indicatore, ovvero il livello di congestione calcolato come tempo medio addizionale “sprecato” nel traffico, Catania sale al 5° posto sia come città che come area metropolitana. Ottanta ore in media all’anno è il tempo buttato via in auto dai catanesi, 54 ore dai pendolari dell’area metropolitana. 

Le ragioni di tutto ciò? Secondo il XXI Rapporto sulla mobilità degli italiani Audimob, realizzato dall’Isfort, Catania è la prima città italiana per tasso di motorizzazione: 78,8 auto ogni 100 abitanti. Nel giro di otto anni, ha scalato ben nove posizioni in classifica, con un incremento percentuale di 11 punti.

In prospettiva però col trasporto rapido di massa (TRM) la situazione è destinata a migliorare. Secondo i dati MIT, dopo Milano, Napoli e Roma, la città di Catania è la quarta in Italia per livello degli investimenti programmati: un miliardo e 593 mila euro. 

Rosario Faraci

Rosario Faraci