08 Dicembre 2024

IMMOBILI ABBANDONATI, COSTI, DEGRADO, ILLEGALITÀ

IMMOBILI ABBANDONATI, COSTI, DEGRADO, ILLEGALITÀ

Il Comune sconosce una parte rilevante del proprio patrimonio che andrebbe salvaguardato

Sono dimenticati, abbandonati e, sotto molti aspetti, quasi completamente irrecuperabili. Di utenti, visitatori e semplici fruitori neanche a parlarne perché gli unici “autorizzati” ad entrare al loro interno sono vandali, ladri e senzatetto. Potenziali risorse per la città Metropolitana di Catania letteralmente buttate alle ortiche.

Un quadro -questo- che mette in luce il permanente stato di degrado di moltissimi immobili pubblici finiti nel dimenticatoio

Siti dei quali gli stessi catanesi non sanno nemmeno della loro esistenza. Qualcuno, in passato, è stato aperto solo per manifestazioni selezione o dietro specifiche richieste. Per tanti altri, invece, non c’è stata nemmeno questa possibilità. L’ex consorzio agrario di via Cristoforo Colombo, il vecchio complesso delle Ciminiere lungo il viale Africa, l’ex fabbrica di via Toledo, l’ex plesso “Vitaliano Brancati” dello stradale San Teodoro, l’ex plesso della scuola “Capponi-Recupero” in via Villa Glori e l’elenco potrebbe continuare ancora.



Edifici, scuole, ville, masserie, ex fabbriche e foresterie che spesso sono state quasi completamente smantellate dai ladri di materiale ferroso oppure ridotte ad un cumulo di macerie.

Non è un problema, ma è il “problema” patrimoniale di Palazzo degli Elefanti. Il comune sta uscendo a fatica dal dissesto finanziario, con le casse quasi completamente a secco e che è costretto a trattare le strutture con una finalità sostenibile e che non presenta vincoli legati all’ulteriore esborso di denaro pubblico per mantenerli o custodirli. In sostanza? devono funzionare a costo zero. Ma come si fa? O- Palanesima docet- si può ricorrere ai fondi europei per rimetterle in piedi e salvarle nell’oblio. Oppure venderle, sul modello già utilizzato per le palazzine di via Bernini. Ma chi ha la disponibilità per mettere mani al portafoglio e recuperarle fino alle fondamenta?

“Per chi vive vicino a questo tipo di brutture- spiega Lorenzo Cosentino, abitante del quartiere di Librino- vuol dire sopravvivere ad un inferno. Dall’Asse è impossibile non notare questa mostruosità che è diventata l’ex scuola Brancati. Qui è un continuo viavai di ladri che portano via qualsiasi cosa e si alternano ai criminali che abbandonano, all’interno o davanti al plesso, montagne e montagne di rifiuti. Materiale altamente infiammabile- continua Cosentino- con la conseguenza che più di una volta siamo stati costretti a chiamare i vigili del fuoco”. Aree relitto che diventano presidi di illegalità.

“Teppismo, vandalismo, delinquenza portano con sé un sentimento diffuso di insicurezza- sottolinea Manuele Fiorenza, commerciante del viale Africa- accanto al complesso fieristico delle Ciminiere e al cantiere di quella che sarà la cittadella giudiziaria c’è questo complesso diroccato che resta i piedi per miracolo. Non c’è più nemmeno la recinzione di legno e si riesce a vedere perfettamente cosa succede al suo interno. Qui dieci anni fa scoppiò un rogo di vaste dimensioni con enormi rischi per la pubblica incolumità”.

La si potrebbe chiamare in molti modi: imposta, tributo, tassa fissa, persino vessazione. Sta di fatto che, nel consueto bilancio comunale, è sempre una delle voci più cospicue sotto la casella delle “uscite”: gli immobili comunali abbandonati rappresentano una spesa che, di anno in anno, si fa sempre più corposa e pesante. Danni per milioni di euro che il Comune non si può permettere.

Damiano Scala

Damiano Scala