07 Dicembre 2024

Catania inaccessibile: tredici ore al dì sprecate in auto

Catania inaccessibile: tredici ore al dì sprecate in auto

Una attenta lettura della matrice delle distanze temporali. Dal documento Istat una sfilza di dati assai impietosi

Esiste un documento Istat “Matrice delle distanze temporali dei comuni italiani” che, a parte una nota tecnica, è un insieme di dati. Per ciascun comune di origine, identificato con un codice numerico, sono indicati rispetto ad un comune di destinazione: tempo effettivo di percorrenza totale (considerati tutti gli impedimenti), distanza in km di strada individuata e tempo teorico di percorrenza.

Abbiamo spulciato i numeri, per avere cognizione di quanto inaccessibile sia la città di Catania ogni giorno. Da pendolari in realtà ne abbiamo avuto sempre contezza pratica. Ma, di fronte ad una sfilza di dati davvero impietosi, non basta a consolare nemmeno l’antico adagio “mal comune, mezzo gaudio”.



Difficile pure per gli stessi catanesi negli spostamenti da una parte all’altra della città, il capoluogo segna un ritardo complessivo di ben tredici ore, totalizzando ogni giorno i movimenti verso Catania, a partire da ognuno degli altri 57 comuni dell’Area Metropolitana. 816 minuti in tutto, 660 invece se ci si muove in uscita da Catania. Con l’auto che rimane ancora il mezzo più utilizzato, a parte l’intensità del traffico urbano e interurbano, c’è proprio uno spreco di tempo. 

Ad esempio, per raggiungere Catania da Misterbianco, distanti appena 10,1 km, idealmente basterebbero 12 minuti, in realtà se ne possono impiegare fino a 24. Da San Gregorio e da Aci Castello, per quanto contigui al capoluogo, si registrano tempi effettivi di 30 minuti, più del doppio. Per non parlare di Mascali e Riposto, per i quali i ritardi sono di 27 e 26 minuti rispetto ai tempi nominali. Il record spetta a Castiglione di Sicilia: sulla carta servirebbero 41 minuti per arrivare fino a Catania, in realtà sono 70, quasi mezz’ora in più.  

Rosario Faraci

Rosario Faraci