03 Dicembre 2024

Economia, sotto l’albero di Natale degli italiani c’è la crescita dell’inflazione

Economia, sotto l’albero di Natale degli italiani c’è la crescita dell’inflazione

Salto dell’inflazione nel mese di novembre, con interesse soprattutto per il carrello della spesa. In questo contesto è ancora possibile investire in modo sicuro?

È stato un novembre difficile per l’economia italiana e per tutti i consumatori. E con un novembre così il rischio di avere un dicembre ancora più difficile è sempre più probabile.

A dirlo sono gli ultimi dati diffusi dall’Istat per quanto riguarda l’inflazione, il fatturato del settore industriale e il commercio verso l’estero. E sono dati che fotografano uno scenario difficile, in cui i prezzi sono tornati a salire e, di conseguenza, cala il giro d’affari delle imprese. Ma soffermiamoci sul fronte dell’inflazione: l’Italia, sebbene non sia tra i peggiori in Europa, ha fatto registrare un andamento che passa dallo 0,9% all’1,4%.   Confcommercio ha parlato di un dato “ampiamente atteso”  e che non riflette tendenze d’intensità in grado di indebolire le prospettive di una variazione dei prezzi, ma il fronte dei consumatori è invece sul piede di guerra: il rialzo del caro vita si tradurrà, ovviamente, in termini di rincari per le famiglie italiane.

Il rialzo del carrello della spesa, che include beni alimentari e prodotti per la casa e la persona, ha raggiunto a novembre il 2,6% rispetto precedente 2%, mentre Il Codacons stima che l’inflazione al +1,4% comporterà un aggravio medio annuo di 460 euro per una famiglia tipo, salendo a 627 euro per nuclei con due figli. Le tensioni inflazionistiche si concentrano su beni energetici e trasporti, ma soprattutto sugli alimenti, che crescono del 2,4% per i lavorati e del 4,1% per i non lavorati. I beni energetici regolamentati registrano un aumento significativo (+7,5%) mentre l’inflazione acquisita per il 2024 è stimata a +1% per l’indice generale e +2% per la componente di fondo, con dinamiche simili al resto dell’Eurozona, dove a novembre l’inflazione è salita al 2,3%.

In un contesto simile è ancora possibile investire in modo sicuro? Esistono strumenti in grado di dare sicurezza agli investitori? Secondo gli esperti sì, soprattutto se si guarda ai cosiddetti beni rifugio, ovvero quegli asset considerati tradizionalmente come sicuri, stabili, garantiti. Si tratta in particolare di titoli di Stato o fondi indicizzati, strumenti finanziari spesso alla portata che continuano a offrire grande stabilità a chi cerca di proteggere il capitale nel lungo termine. In un periodo di così forte inflazione non mancano poi gli strumenti innovativi, come ad esempio gli investimenti ESG, ovvero investimenti sostenibili che guardano alla dimensione ambientale, sociale e di governance dell’impresa o del titolo.



Nonostante l’inflazione, quindi, è ancora possibile guardare al futuro. Sia quello a lungo termine, sia quello più immediato, più prossimo. Il futuro che guarda a dicembre e, quindi, a Natale. Un periodo dell’anno in cui le spese delle famiglie italiane corrono come non mai. Per questo Assoutenti ha chiesto al governo di correre ai ripari per evitare che sotto l’albero di Natale ci siano brutte sorprese. “I rialzi che stanno interessando il comparto alimentare meritano la massima attenzione – ha spiegato il presidente Gabriele Melluso – I prezzi di Beni alimentari e bevande analcoliche risultano in aumento del +3,2% su anno, con punte del +4,1 per i beni alimentari non lavorati. La conseguenza è che le famiglie tagliano i consumi alimentari, calati in volume complessivamente per 1,6 miliardi di euro nel 2024, al netto dell’inflazione”.

La situazione dei prezzi, ad oggi, è preoccupante e rischia di aggravarsi durante le festività. Servono misure urgenti per tutelare le famiglie e i consumatori. Servono misure per salvare il Natale, ma anche il futuro di tante famiglie italiane.

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redazione

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