24 Novembre 2024
Manca la manutenzione

Basta una grondaia intasata dalla cenere vulcanica per provocare gravi anni
Sono centoventotto i plessi che compongono i 40 istituti della scuola primaria e secondaria di primo grado nella sola città di Catania. Circa 50.000 persone tra studenti, genitori, personale, insegnanti, dirigenti ed esperti esterni che ruotano all’interno di un mondo dove cambia il nome della scuola ma l’emergenza sicurezza resta uguale per tutti.
Dati a cui poi bisogna aggiungere pure gli istituti superiori dove la competenza ad intervenire spetta alla Città Metropolitana.
“Parliamo di una priorità per tutti noi- dichiara l’assessore comunale alle Politiche Scolastiche Andrea Guzzardi– i problemi provocati dall’ultima alluvione sono stati tutti risolti e man mano stiamo lavorando per scongiurare altre infiltrazioni d’acqua. Ovviamente parliamo di emergenze e non di interventi di carattere strutturale perché, per questo capitolo, servono somme rilevanti che il comune non ha. Siamo intervenuti su circa trenta scuole e stiamo facendo tutto il possibile per evitare di peggiorare le situazioni aggravate dalle ultime piogge- prosegue Guzzardi– spesso si tratta di pluviali intasati dalla cenere vulcanica e in un caso un piccione morto ha causato l’allagamento del secondo piano di un istituto. Fondi per le scuole? Né la Regione né il Ministero erogano fondi per la manutenzione, ma solo per progetti dove però non rientra la voce legata al rifacimento di un istituto o la sua messa in sicurezza”.
Tanti i casi finiti nel mirino negli ultimi vent’anni. A novembre del 2021 il crollo parziale del tetto di un’aula ed una parte di corridoio dell’ultimo piano dell’istituto Superiore Boggio Lera ha comportato la decisione, da parte dei tecnici della Città Metropolitana, di dichiarare inagibile l’intero ultimo piano dell’edificio scolastico.
Da quel giorno cominciarono le proteste degli studenti che chiedevano nuove aule e maggiore sicurezza per il loro istituto. Nel 2012 invece gran parte del parcheggio dell’istituto comprensivo “Vitaliano Brancati” di Librino sprofondò di alcuni metri. Il terreno argilloso del sito insieme alle piogge torrenziali resero l’area ancor più instabile. Un problema che, per la verità, si presentò sin dal primo momento in cui il plesso del viale San Teodoro fu consegnato nel 2009. Le crepe fino ad allora erano state coperte con colate di cemento. Una cura che si è rivelata peggiore del male visto che l’asfalto ha appesantì il manto stradale accelerando il processo di smottamento in questa parte della collina su cui sorge la scuola.
“Quando si parla di scuole ogni possibile pericolo va preso nella giusta considerazione- spiega Lorenzo Sanfilippo, rappresentante di un’associazione di genitori– a Catania, nella maggior parte dei casi, queste strutture risentono degli anni e andrebbero completamente ristrutturate o demolite e, al loro posto, realizzare nuovi plessi. Senza fondi adeguati si va avanti con interventi tampone che ovviamente, nel lungo periodo, non portano da nessuna parte”.






