10 Novembre 2024
Di Bella: “Città bella, comunità sofferente”

Necessario aumentare il livello culturale dei giovani per dare loro l’opportunità di scegliere. L’ignoranza, spesso, è sinonimo di delinquenza e l’evasione scolastica una tradizione di famiglia
Il recente Festival delle parrocchie è stata l’occasione per un’analisi approfondita della realtà cittadina. Tra bellezza e degrado, ricchezza artistica e povertà culturale, tra flash di luce e ombre perenni.
Qualificante, come sempre, il contributo del presidente del Tribunale per i minorenni, Roberto Di Bella, che interpreta con passione e lungimiranza il suo ruolo, difficile, in una città da sempre ai primi posti per la devianza minorile, che prolifera nei quartieri.
“La criminalità organizzata provoca sofferenza non soltanto alle vittime dei reati ma anche a chi li commette e portano al rischio di perdere la libertà, bene inestimabile che insieme alla salute è un valore da difendere a tutti i costi.
I modelli non sono i boss, al contrario sono figure perdenti perché, andando a guardare bene, i boss – anche quelli catanesi – sono tutti finiti in carcere, al 41 bis o uccisi.
Noi con il progetto ‘Liberi di scegliere’ ai detenuti diciamo ‘voi state patendo questa sofferenza in carcere, avete sbagliato ma aiutateci a risparmiare la stessa sofferenza ai vostri figli.
Aiutateci nei percorsi di recupero, emancipatevi da quella cultura e spingeteli a non seguire le vostre orme.
I genitori hanno una responsabilità enorme. Ci stiamo battendo con tutte le forze per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica che purtroppo ha delle punte altissime in città.
Esiste una povertà educativa intergenerazionale: non andava a scuola il nonno, non è andato a scuola il papà, non va a scuola il figlio e pure il nipote.
Dobbiamo invertire questa tendenza e ci stiamo provando con i nostri provvedimenti. Dobbiamo toccare i cuori dei ragazzi, le menti dei genitori e stimolare le politiche per riqualificare i quartieri e fare tutto ciò che serve per rendere la città più vivibile, più attraente.
Vorrei che non si parlasse più di Librino, San Giovanni Galermo, San Cristoforo, San Berillo come quartieri ghetto – conclude Di Bella – ma come quartieri rinati della città di Catania”.

Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.




