02 Novembre 2024
Le partite della Divisione Calcio Paralitico sperimentale

Catania è sede delle partite della Divisione Calcio Paralimpico sperimentale (Dcps). Angelo Bellavia: “Allestiremo anche una squadra cittadina per ulteriore crescita sociale e integrazione”
Si sono ritrovati. Si sono riabbracciati. Si sono sfidati in campo nel primo incontro, di carattere amichevole, che ha inaugurato la stagione al Leo Soccer di Catania le squadre della Divisione Calcio Paralimpico Sperimentale hanno dato vita al primo momento stagione.
Era importante riprendere il feeling con le partite. Teatro degli incontri la splendida struttura catanese.
Nelle prossime settimane prenderà il via il campionato vero e proprio che l’anno scorso ha vissuto al City Sports Catania la sua prima e importante stagione.
“La famiglia cresce – spiega il catanese Angelo Bellavia, referente per la Sicilia Orientale del Dcps – con le due squadre di Orizzonte e Insuperabile con la novità di Inclusione in Movimento (Siracusa). Il mio obiettivo è poter costruire una squadra di diversabili proprio a Catania, che ad oggi è la sede degli incontri. Confido che grazie alle partite si possano stimolare tanti centri. Le interlocuzioni sono avviate”.
Ma cos’è la divisione calcio paralimpico sperimentale (Dcps) e che obiettivi intende raggiungere?
“È un’iniziativa della Federazione Italiana Giuoco Calcio, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), creata per promuovere e sviluppare il calcio tra atleti con disabilità intellettivo-relazionali e cognitive. L’obiettivo principale è quello di fornire un’opportunità di inclusione e partecipazione sportiva, valorizzando il calcio come strumento di crescita personale e integrazione sociale”.
E, visti i riscontri delle prime edizioni e della finale nazionale di Tirrenia, la strada percorsa sembra davvero quella giusta.
“Gli scopi – continua – sono definiti. Promuovere l’integrazione degli atleti con disabilità nel contesto sportivo e nella società in generale. Utilizzare il calcio come strumento per stimolare le abilità motorie, cognitive e sociali. Fornire agli allenatori e agli operatori sportivi una formazione specifica per lavorare con persone con disabilità.
“Il quarto punto è senz’altro quello che nella società di oggi – prosegue -, occorre aumentare la consapevolezza pubblica sull’importanza dell’accesso allo sport per tutti e sulla valorizzazione delle capacità delle persone con disabilità”.
Una società senza differenze. Tutti uniti sotto i colori del calcio. Ma il discorso è generale. A Catania l’attività degli atleti è molto ricca in tutti gli sport. Ne abbiamo parlato a più riprese, ne continuiamo a parlare.






