29 Ottobre 2024

Piano farmacie, bufera in Consiglio comunale

Piano farmacie, bufera in Consiglio comunale

Su piano farmacie nervi tesi in Consiglio comunale e un botta e risposta tra il M5S e i consiglieri del gruppo Prima l’Italia Lega. 

 

Il M5S: “Piano farmacie: il Consiglio salta per la quarta volta. Che fine ha fatto la maggioranza bulgara di Trantino?”



Fumata nera in un consiglio comunale convocato appositamente per approvare il nuovo piano delle farmacie. Ad inizio settimana, infatti, tutti i consiglieri hanno ricevuto una diffida ad adempiere da parte del commissario nominato dalla Regione per l’approvazione di questo importante strumento pianificatorio. Eppure non si è riusciti, in 4 sedute, a raggiungere il numero legale utile all’apertura della seduta. I comuni, lo ricordiamo, sono obbligati per legge ad aggiornare il piano delle farmacie e Catania è inadempiente da diversi anni. Per questo la Regione ha nominato un commissario ad acta che in una prima fase era tenuto a dare impulso all’amministrazione per elaborare il piano. L’assessorato Attività produttive ha quindi predisposto un documento che non ha convinto nemmeno gli stessi proponenti, costretti a presentare diversi emendamenti fino al giorno prima della votazione finale.

Grande assente in questa vicenda l’assessore Gelsomino, che non ha proferito parola né in aula né in commissione, lasciando che la direzione si prendesse tutte le responsabilità del caso. Ancora una volta la maggioranza “bulgara” del sindaco si è volatilizzata nel nulla e non si è presa nessuna responsabilità, disertando le sedute, contrariamente ai componenti dell’opposizione, sempre presenti in Consiglio. La domanda sorge spontanea: riuscirà la giunta Trantino a portare avanti una consiliatura con numeri totalmente incontrollabili?

Il sindaco faccia una seria riflessione e batta un colpo, visto che le conseguenze di queste diatribe tutte interne alla maggioranza saranno sempre a carico dei cittadini, come, nel caso in specie, l’indennità che il Comune sarà costretto a sborsare per il commissario straordinario.

Il Gruppo Prima l’Italia Lega: “Da Gelsomino nessuna chiamata alle armi della maggioranza”

Si coglie infatti dai loro toni, forse per mancanza di argomenti, il goffo tentativo di rivestire di riferimenti politici   cosiddetta delibera sulle farmacie. Eppure a tutti è nota la delicatezza della materia che necessita dei doverosi chiarimenti richiesti, a vario titolo da ogni collega consigliere, al fine di poter deliberare senza dubbi in un clima di grande coesione consiliare.

Sfugge probabilmente agli stessi, il delicato ruolo del collega Giuseppe Gelsomino, nella duplice veste di consigliere e di assessore, ma soprattutto il suo garbo istituzionale usato verso l’aula dal momento della nomina del commissario dott. Mastrolembo. Sarebbe stato gravissimo, infatti, se il collega ed assessore Gelsomino avesse avviato una sorta di chiamata alle armi della maggioranza, di fronte ad una delibera così delicata, che al contrario doveva essere liberamente valutata dal consiglio comunale, senza alcuna influenza.

Evidentemente i colleghi Bonaccorsi e Ciancio hanno volutamente ignorato questo atteggiamento di responsabilità istituzionale verso la città e l’aula, solo ed esclusivamente per avere spazio sugli organi di stampa. Il tutto dimenticando di dichiarare che la delibera non si è nemmeno incardinata, mancando appunto il dibattito consiliare a cui fanno allusione, e che nelle varie sedute tenutesi sull’ argomento tra gli assenti alla verifica del numero legale ed all’apertura figuravano gli stessi colleghi pentastellati.

 

redazione

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