24 Ottobre 2024
La “nobiltà” del clan Cappello gestiva il mercato della droga

Ecco i nomi di spicco del clan Cappello che gestivano il mercato della droga sull’asse Spagna- Malta e sul territorio etneo.
Ecco chi erano i capi
Antonio Gianluca Stuppia, clan Cappello-Bonaccorsi
In mano ai Cappello nella sfumatura Bonaccorsi e Carateddi il mercato della droga colpiti da arresti e sequestri per 485 mila euro. Tra i promotori spicca il nome Antonio Gianluca Stuppia, coinvolto di recente in un fatto di sangue. Dalle carte della Procura era emersa la sua presenza anche in via Santo Cantone dove in un appartamento al civico 10 furono presi a pistolettate Kastriot Ismailaj, albanese di 27 anni morto in ospedale, e Carmelo Leonardi, sopravvissuto. Stuppia, 39 anni, 15 anni fa era il braccio destro e killer di Sebastiano Lo Giudice, arrestato nell’operazione Revenge e oggi detenuto al 41 bis. Coinvolto nell’operazione Camaleonte è stato condannato in primo grado a 20 anni per associazione mafiosa. Il cognome Stuppia torna presente in un’attività giudiziaria per una rissa in un locale. In quel caso a finire in manette il 20enne Giovanni.
Pasqualino Ranno, clan Cappello-Carateddi
Pasqualino Ranno, carratuddu, è un altro nome ben conosciuto negli ambienti giudiziari. Nel luglio del 2018 travisato entra, insieme ad un complice, in un bar e a mano armata tenta una rapina, per poi fuggire a bordo di uno scooter Honda Sh. Ranno, risulta indagato per l’omicidio in via Santo Cantone, insieme a Giovanni Pasqualino Di benedetto e Antonio Castelli. Promotore del traffico di sostanze stupefacenti insieme a Antonio Gianluca Stuppia, si trova sotto misura cautelare dal 26 settembre nell’ambito dell’operazione “El Loco”.

Giuseppe Vinciguerra
Giuseppe Vinciguerra è figlio di Michele, “u Cardunaru”, pentito del clan Cappello dal estate del 2020, che con le sue dichiarazioni ha incastrato Carmelo Distefano, capo dei Cursoti milanesi, nell’ambito dell’inchiesta sulla sparatoria dì via del Maggiolino dove morirono Luciano D’Alessandro e Vincenzo Scalia (Enzo negativa). Michele era capo di un gruppo del clan Cappello ed è stato condannato per mafia nell’operazione Revenge. Scarcerato a dicembre, 2023 e’ stato nuovamente arrestato nel corso dell’operazione “Kynara” ordinata dalla procura contro un ingentissimo traffico di droga nel quartiere San Cristoforo. Da pentito ha svelato pure i segreti delle piazze di spaccio di via Piombai, alle Salette e al tondicello della Playa.
Salvuccio Lombardo Junior
É il figlio del “Supremo” della famiglia “Cappello- Carateddu”, così è indicato il padre Salvatore Giuseppe, dal pentito Carmelo Di Mauro e cugino del fondatore del clan Turi Cappello. “Salvuccio u ciuraru”, questo è il suo soprannome, si è fatto strada nel clan Cappello vendendo “amnesia”. Risulta coinvolto nelle operazioni Mincraft, per essere appartenente al clan Cappello, e nell’inchiesta Centauri III (sparatoria via del Maggiolino).





