18 Ottobre 2024
Il Gran Lombardo alla riscossa

Apparentemente è un convegno scientifico, inaugurazione di una Fondazione.
Il protagonista, del convegno e della Fondazione, è Ducezio, l’unico re siciliano della Sicilia. Storici, archeologi, riesumati burocrati da archeologia, vulcanologi diranno mirabilie di Ducezio, tra storia e mito. Ma non è “solo” un convegno scientifico: è la rintoccante campana degli autonomisti che, se vent’anni fa, o giù di lì, annunciava “Stiamo arrivando”, epigoni dei giovani turchi made in Sicily di democristiana memoria, trasformati in autonomisti dal lìder maximo Raffaele Lombardo, oggi annuncia #siamotornati.
Il gran Lombardo, smaltite le scorie delle note e annose vicende giudiziarie, “è tornato quello di prima, anzi di più”, dicono i nuovi fedelissimi.
E così le truppe autonomiste, dopo il gran colpo sul Risiko della politica, dell’alleanza con Micicchelandia e del protocollo d’intesa con Lagallopoli, sono sempre più pronte alla guerriglia d’aula, alla bipolarità di partito di governo e di lotta.
Ne sa qualcosa il sempre più social Enrico Trantino e il quasi imperturbabile Renato Schifani.
La campagna acquisti di Lombardo è a tutto campo, le scosse di assestamento si propagano lunga l’instabile faglia madonita-etnea. Un La Vardera in fuga dallo Scateno siculo potrebbe concludere la sua mini-odissea su coste accoglienti. Chissà.
Ma perché Ducezio è il testimonial del gran Lombardo? Perché fu scoperto in contrapposizione storica e geografica ad Alberto da Giussano.
Forse perché gli autonomisti vogliono ricominciare daccapo. Ma attenti: nel Medioevo i lombardi furono chiamati in Sicilia per creare la contea aleramica, da Paternò a Gela, per dividere le due grandi entità: quella orientale da quella occidentale.
*nell’immagine di copertina Ducezio, disegno di Mario Girolamo Ruffino

Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.





