29 Settembre 2024

Archi della Marina: buttiamoli giù, anzi no

Archi della Marina: buttiamoli giù, anzi no

Una bomba sganciata poco più di una settimana fa con il sindaco Enrico Trantino che sui propri canal social scriveva che “mi è stato chiesto cosa penseremmo di fare degli Archi della Marina. Ho specificato che si tratta di soluzione troppo importante che non potrebbe che essere affidata a un confronto con la cittadinanza intera; pur precisando che, a titolo personale, io propenderei per l’abbattimento, con il mantenimento di una parte sopra la pescheria come memoria storica. È troppo prematuro parlarne, ma immagino che la divulgazione della notizia provocherà non pochi dibattiti”.

E infatti il dibattito si è scatenato, inevitabilmente. E dai social si è spostato sui giornali e  in Consiglio comunale, dove si riprova a dare loro un destino certo.

Nel 2009, l’allora Consiglio della I municipalità, propose di indire un referendum nazional-popolare. Alcuni consiglieri circoscrizionali “dissidenti” – per l’occasione – pretesero che dalla scheda referendaria fosse eliminata la voce “demolizione” per “sottolineare che tutto il quartiere della Civita fosse molto legato a quello che, un secolo fa, era il punto di attracco per le barche dei pescatori”.



Già nel 2010 furono presentati vari progetti sugli Archi della Marina: uno su tutti prevedeva la costruzione di una cupola per insonorizzare il traffico su rotaie. Non solo, le Ferrovie dello Stato, già quindici anni fa, erano orientate ad interrare la linea da piazza Europa fino alla Stazione Centrale per poi farla risalire in superficie.

L’allora sovraintendente ai Beni culturali, l’architetto Antonio Pavone, propose di “proseguire” il piano fino alla Stazione di Acquicella” lasciando alla città la possibilità di avere una pista ciclabile sopraelevata di almeno tre chilometri che comprendesse il tratto di costa lungo il “Passiatore” e fino al Castello Ursino.

E ancora, alcune associazioni di artigiani e commercianti proposero di valorizzare gli Archi della Marina seguendo il modello già adottato a Parigi.

Proposte e idee che non si sono mai tramutate in fatti concreti. Per il capogruppo Mpa al Consiglio comunale Orazio Grassol’idea di un Piano regolatore portuale che preveda l’abbattimento degli storici Archi della Marina desta parecchia preoccupazione. Piuttosto, gli stessi Archi potrebbero rappresentare una lunga passeggiata per cittadini e croceristi, ai quali regalare una visuale del tutto inedita e caratteristica per chi dal porto volesse raggiungere il centro città”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex sindaco Enzo Biancosono molto dispiaciuto per la posizione netta del sindaco Trantino sull’ipotesi di demolizione degli Archi della Marina. Anni fa abbiamo previsto un progetto che li avrebbe fatto diventare una splendida passeggiata turistica pedonale e ciclabile, che consentirebbe di godere un panorama particolare del nostro mare e del barocco”.

Per la deputata del Pd all’Ars, Ersilia SaverinoSono innumerevoli gli esempi di successo di architettura industriale riconvertita: luoghi che rappresentano il passato, restituiti in maniera funzionale alla collettività”.

Damiano Scala

Damiano Scala