21 Settembre 2024

Per raccontare Catania, meglio il fai da te

Per raccontare Catania, meglio il fai da te

Tempi duri per l’informazione meccanizzata e per chi pensava di utilizzare l’intelligenza artificiale al posto dei giornalisti.

A dare una mano alla categoria sono proprio gli organi ufficiali di Procura, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, sempre più restii e imbavagliati dalle nuove normative sulla privacy e sull’informazione giudiziaria. Il “non siamo autorizzati a dire nulla”, è la risposta più gettonata, sia durante le oramai rarissime conferenze stampa che alle telefonate del cronista di turno.

Avere dettagli o addirittura conferme sull’ accadimento di un fatto di cronaca è pura utopia.

Tutto ciò a danno dell’opinione pubblica che ha “fame” e diritto, di sapere ciò che è accaduto in tempi ragionevoli e non dopo la convalida di un arresto da parte del Gip. La conseguenza è che molti fatti a Catania (e non solo) rimangono totalmente sconosciuti alle redazioni e ai lettori. In altri casi qualcosa viene a galla, soprattutto per una segnalazione di affezionati lettori. Verificata la notizia anche se frammentaria, viene pubblicata.

Per i dettagli si alimenta il “mercato nero” delle notizie, che giungono da fonti rigorosamente non ufficiali e di difficile se non impossibile verifica.

Chi vede in tutto ciò solo un danno però si sbaglia, perché l’intelligenza artificiale, al momento è tagliata fuori a meno del penoso copia e incolla.



Da qui la nostra mission:

quella di raccontare Catania, vivendola, osservandola, studiandola, cercando di persona il dettaglio, anche senza l’aiuto di nessuno. E certe volte anche mettendo a rischio la propria incolumità.

Così le sparatorie, gli omicidi, fortunatamente pochi rispetto agli anni delle guerre di mafia, le risse e anche il recente “rapimento lampo” del noto pregiudicato Giovanni Balsamo, rientrano a far parte di Catania, del territorio, della sua storia e delle sue peculiarità.

Nel silenzio ci si impoverisce, così come nell’uniformità dell’informazione, perché la ricchezza, come la libertà, sta nella diversità.

redazione

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