15 Settembre 2024
Melior de cinere surgo, un auspicio possibile?

Un’estate difficile alle prese con il problema cenere. Soluzioni possibili solo se si ragiona come area vasta
Si torna dalle vacanze esattamente allo stesso punto in cui ci siamo lasciati prima della pausa estiva. Con un fardello pesantissimo, ovvero la gestione delle emergenze a Catania e provincia.
Non sarà un autunno facile, perché le piogge torrenziali che si prevedono abbondanti renderanno inagibile il capoluogo, anche per via dell’annosa questione del canale di gronda, palesando ancora di più tutte le problematiche connesse a rifiuti e cenere.
Quest’ultima è stata la vera piaga dell’estate che si avvia a conclusione. Giusta l’iniziativa del sindaco della Città Metropolitana Enrico Trantino di convocare tutti i sindaci dei Comuni interessati dalla “pioggia nera”, ma qualcosa non ha poi funzionato nelle riunioni successive, dal punto di vista sia organizzativo che del bon ton istituzionale.
In effetti, non è più sufficiente che i sindaci dei Comuni avviino senza indugio le operazioni urbane di pulizia, raccolta e smaltimento se poi la cenere viene accatastata lungo le strade o in piccole aree, in attesa di comprendere meglio se trattarla come rifiuto speciale oppure assimilarla a materiale riutilizzabile in agricoltura o in edilizia.
A parte il fatto che le promettenti ricerche universitarie sul riuso della cenere vulcanica richiedono ulteriori tempi e verifiche in termini di fattibilità tecnica delle soluzioni e adozione su larga scala, c’è un altro aspetto da considerare. Creare tanti centri di raccolta urbani è una soluzione-tampone. Servirebbe una leggina all’ARS per individuare invece in area etnea cave dismesse o ex discariche, recuperarle e adibirle a mega-centri di deposito delle ceneri raccolte.
Occorre passare dall’ottica del singolo Comune a quella di area vasta territoriale.






