01 Agosto 2024
Tiziana Longo, danzatrice e profetessa internazionale del Butoh

Una vita incredibile, fatta di impegno, studio e una forza di volontà non comune quella di Tiziana Longo, oggi celebrata come la “profetessa del Butoh”, una danza che si spinge verso i confini più estremi del lavoro sul corpo e sull’azione fisica, e rappresenta oggi una delle forme più radicali di espressione artistica.
Dal Giappone degli anni Cinquanta sino ai giorni nostri ha ispirato artisti di tutto il mondo, contaminando le più diverse forme di creazione per la scena, dalla danza al teatro, dalla performance al circo contemporaneo.
Ci incontriamo in caldo pomeriggio, l’ultimo giorno di luglio. Più che una canonica intervista la nostra diventa una lunga conversazione “senza rete”.
Mi racconta delle sue straordinarie esperienze in tutto il mondo. Dei sacrifici e degli eclatanti successi. Dell’amarezza ogni volta che torna in Sicilia, in cui le difficoltà per la promozione della cultura sembrano insormontabili.
Come nasce la tua passione per la danza, per le coreografie?
“Sin da bambina, in modo assolutamente naturale. Questa passione c’è sempre stata. È cresciuta. Al liceo disegnavo corpicini in movimento. La passione mi ha spinto a fare un percorso non facile, ma straordinario”.
Un percorso che la porta a studiare danza moderna. Nel 2003, dopo avere visto dei video di danza di Kazuo Ohno all’Archivio di butoh dell’Università di Bologna, decide di trasferirsi in Giappone per approfondire la conoscenza del butoh. Nel 2004 si laurea all’Università di Bologna in D.A.M.S. storia della danza e della pantomima. Nel 2004 l’incontro con with Kazuo Ohno è determinante.

Dal 2004 studia con Yoshito Ohno al Kazuo Ohno dance Studio collaborando con lui come assistente al suono, di palcoscenico e dietro le quinte. Nel 2006 vince una borsa di studio di danze supportata dall’ Agenzia per gli Affari Culturali in Giappone. Nel 2009 studia la danza Balinese a Bali (Indonesia) con Agun Anom Putra, I Made Djimat e Ida Bagus Oka Wirjana. In Giappone riceve preziose lezioni dai seguenti danzatori: Tomiko Takai; Yukio Waguri, Mitsuyo Uesugi , Kayo Mikami,Seisaku. Lascia il Giappone nel 2010 e si stabilisce a Berlino.
Perché questa scelta del ritorno in Europa?
“Per divulgare una forma artistica straordinaria. Mi avevano consigliato di scegliere tra Londra, Parigi o Berlino. In quest’ultima abbiamo ritenuto ci fossero le,maggiori opportunità per,la grande apertura culturale che si intravedeva. La mia base è ancora oggi Berlino”.
Tra le esperienze più interessanti della tua carriera quale ricordi con particolare piacere?
“Sicuramente quella con Hoshiko Yamane, una violinista e compositrice giapponese di formazione classica che vive a Berlino. È membro dei Tangerine Dream dal 2011. I suoi lavori da solista sono suoni elettrici e acustici con archi. Con lei è stata straordinaria la messa in scena di Shimiru 染みる, che in giapponese significa permeare. Questo tentativo diventa la ricerca fisica, mentale e spirituale di unirsi dualisticamente, collettivamente, singolarmente attraverso un legame tracciato, slacciato e ritracciato che si dilegua continuamente assorbito, diventando piega. Shimiru parla di pieghe, di parti in luce e parti in ombra. Su questo corpo di pieghe penetrano corde di violino, ora delicate, ora sensibili, ora tese, ora impossibili. Assorbite sorgono i conflitti di cui tutti noi, io e tu, diventiamo autori inediti. Un’irruzione inaspettata che invade separa e disperde quell’unione precaria, sogno di libertà, malinconia, languore. Lasciarsi attraversare, finire un ciclo e ricominciare”.

Tu hai al tuo attivo moltissime importanti performances in prestigiosi teatri tra Giappone, Italia, Germania, nella tua sede a Berlino dal 2010, sei co-fondatrice della Motimaru Dance Company eppure torni di tanto in tanto in Sicilia. È una sorta di richiamo della terra madre?
“Dopo aver completato la sua laurea in Arti dello Spettacolo all’Università di Bologna, ho trascorso cinque anni in Giappone. Ho studiato presso il rinomato Kazuo Ohno Dance Studio, con Yoshito, figlio di Kazuo Ohno, e co-fondatore della danza butoh giapponese. Durante il mio periodo in Giappone ho imparato il Butoh, la lingua giapponese, ho tradotto nei workshop internazionali di Yoshito, l’ho accompagnato in tournée all’estero e ha danzato con lui. Dopo due anni ho vinto una borsa di studio come artista straniera dal Ministero della Cultura giapponese. In seguito ha fatto ricerche sul campo sulle danze orientali in Giappone, India, Nepal, Bali. In questi viaggi, ho sperimentato l’aspetto culturale/artistico della danza e anche i suoi aspetti primitivi, sociali, psicologici.
Il mio spettro di ricerca corpo-mente si è esteso ulteriormente alla filosofia dello Yoga (Hatha Yoga Teacher Training), al Buddismo Tibetano, alla psicologia di Levine sulla guarigione del trauma e al T.R.E. (Trauma/Tension Release Exercise Method Certified Provider).
Come coreografa e dance coach, il mio lavoro si è concentrato sul movimento dietro la danza stessa, e le sue possibilità di espansione, incarnazione e trasformazione. Dal 2010 a Berlino e all’estero conduco classi regolari, workshop tematici intensivi e ritiri per professionisti delle arti dello spettacolo e anche per principianti e/o non artisti. Negli ultimi 16 anni mi sono esibita a livello internazionale e ho insegnato in più di 30 città in Europa, Australia e Giappone. Nel 2020 il mio lavoro appare nel libro “Something called butoh”.
Nel 2021 il mio progetto di performance “Acqua, wie die Steine” è stato selezionato e sostenuto dal Bezirk Neukolln per il Festival Uber Wasser a Berlino. Nel 2021 ho vinto un Dance Stipendium da DachverbandTanz , Neu Start Kultur per la realizzazione del libro “Come le pietre sul letto del fiume”.
Sto attualmente lavorando alla drammaturgia/coreografia di “Ping Pong”, un film indipendente di Kristina Shtubert. Mi sono esibita in diversi festival internazionali di danza:
“Venice Biennale/ Marathon of the unexpected” (Italia) 2010 – selezionata da Ismael Ivo; “No Ballet” Ludwigshafen (Germania) 2014, al “Lucky Trimmer” International Dance Festival di Berlino (Germania) 2016, “Dance ga Mittai” Contemporary Dance Festival di Tokyo (Giappone) 2016, “Oulu Dance Festival Oulu (Finlandia) 2016, ecc., ma la Sicilia, il nostro mare, il nostro vulcano Etna sono incomparabili e sarebbe davvero straordinario mettere a fuoco e far fruttificare qui tutte queste esperienze, ma tutte le strade sembrano chiuse. Occorre trovare qualcuno che creda e sostenga in modo forte e convinto questa arte”.
Tu non ti sei mai scoraggiata di fronte alle difficoltà e con invincibile forza di volontà sei andata sempre avanti nella tua ricerca di perfezione nella tua arte. Per concludere, cosa consigli ai giovani che intendono intraprendere la via dell’arte coreutica?
“Di non farsi mai scoraggiare da nessuno e da niente. Se è vera passione, andare avanti, studiare, cercare la propria strada”.
Tiziana Longo ha in programma una tournée che la porterà in giro per il mondo, ma c’è la possibilità di poterla vedere il prossimo 10 agosto alle ore 20, al Festival “A’ Moontagna Fest 2024”, col la performance di danza Butoh “Lady Moon” della stessa Tiziana e con composizione e musiche dal vivo di Hoshiko Yamane/Tangerine Dream, al Rifugio del Poeta in contrada Dieci salme a Biancavilla.
di Mario Pafumi
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