27 Luglio 2024

Catania, va programmata la gestione delle emergenze

Catania, va programmata la gestione delle emergenze

Rifiuti, cenere, siccità e piogge torrenziali

Non è possibile rincorrere i problemi, ci vuole più managerialità



Si va in vacanza con un pesante fardello: la gestione delle emergenze a Catania e provincia.

Nell’estate del 2023 i problemi più grossi furono le conseguenze dell’incendio all’Aeroporto Vincenzo Bellini e i blackout di energia elettrica dovuti alla fragilità della rete a media e bassa intensità

Quest’anno, prima i rifiuti, con la chiusura della discarica di Lentini; quindi, la siccità nella Piana di Catania, con le produzioni agricole compromesse dalla scarsità d’acqua. A seguire, l’eruzione dell’Etna e la cenere vulcanica che, a parte i danni d’immagine e all’economia turistica, hanno messo a dura prova sia l’Aeroporto sia le strade.

Le temperature bollenti di quest’estate, secondo gli esperti, lasciano presagire un inizio di autunno caratterizzato da piogge torrenziali e fenomeni atmosferici estremi. Data la sua posizione, Catania rischierà seri allagamenti.

Bisogna dunque fare i conti stabilmente con la gestione delle emergenze

Le quali, anche a causa dei problemi globali di cambiamento climatico, saranno sempre più frequenti e non straordinarie. Sarà necessario cambiare marcia. Rincorrere i problemi al momento del bisogno, rimediare e fare il possibile, attivare le procedure di allerta della Protezione Civile potrebbero non bastare più.

Occorrono professionalità e competenze di crisis management per programmare la gestione emergenziale; servemaggiore raccordo fra le varie istituzioni competenti, perché la temporanea soluzione di un problema da un lato non crei criticità, o catene di problemi, da qualche altra parte.

La vicenda dell’incendio all’Aeroporto di Catania dello scorso anno, con ricadute in tutta la Sicilia orientale, sembra non aver lasciato alcun utile insegnamento.

Rosario Faraci

Rosario Faraci