16 Luglio 2024
La povertà educativa a Catania è un’emergenza

Pubblicati i dati territoriali sul benessere equo e sostenibile La fotografia dell’Istat è molto realistica
L’Istat ha rilasciato la scorsa settimana i dati territoriali sul BES, l’indicatore globale di benessere equo e sostenibile che si basa su varie dimensioni, non solo economiche.
Abbiamo analizzato le voci istruzione, innovazione, benessere economico, lavoro, politica e istruzioni, servizi, mettendo a confronto i valori medi di Catania e quelli dell’Italia nel corso degli ultimi anni. Non sono state esaminate invece le altre dimensioni, ovvero salute, relazioni sociali, sicurezza, paesaggio e ambiente.
La vera emergenza di Catania rimane la povertà educativa. In rosso tutti gli indicatori rispetto alla media nazionale:
NEET (36,12%), diplomati dalle scuole medie senza adeguate competenze numerica (58,08%) e alfabetica (47,26%), partecipazione alla formazione continua (6,43%), persone con il diploma (52,37%) e in possesso della laurea (18,45%), studenti che dalla Scuola passano all’Università (43,88%).
Sul versante del benessere economico, si confermano i ritardi di Catania per reddito medio disponibile pro capite, retribuzione media annua dei dipendenti, importo medio annuo dei redditi pensionistici e tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancarialle famiglie.
Quindi, sul versante lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Catania è indietro rispetto alla media nazionale nei seguenti indicatori: tasso di occupazione sia in generale che sul segmento giovanile, tasso di mancata partecipazione al lavoro, numero di giornate retribuite nell’anno.
Infine, in tema di politica e istituzioni, pur avendo valori più bassi in materia di partecipazione elettorale, Catania ha una percentuale diamministratori comunali con meno di 40 anni (33,56%) superiore alla media nazionale (29,58%).
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