08 Luglio 2024

Democrazia partecipata e dotazione verde in città

Democrazia partecipata e dotazione verde in città

È legittimo il rifacimento di una strada privata in zona B della riserva del smisto e non utilizzare i fondi per mille alberi in città?

Nel 2017 agenti del commissariato Borgo-Ognina insieme agli uomini del servizio di sorveglianza dell’ufficio gestione riserve naturali della città metropolitana rilevarono nei pressi del villaggio denominato “Primo-Sole Beach” rientrante all’interno dell’oasi del Simeto – area di massima protezione SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) cumuli di rifiuti di vario genere, anche speciali pericolosi e non, l’ingente quantitativo di materiale trovato è stato sequestrato penalmente e affidato in giudiziale custodia.

Nello stesso anno sempre il Commissariato Borgo-Ognina in collaborazione  con il Corpo Forestale della Regione Sicilia e ASP all’interno nella zona B dell’Oasi del Simeto in un ennesimo controllo effettuato presso una struttura sempre in località Vaccarizzo ha verificato l’esistenza, di uno stabilimento balneare ubicato nei pressi del villaggio denominato “Primo Sole Beach”.

L’intera struttura è risultata all’ispezione completamente abusiva ed è stato accertato che, tra l’altro, non possedeva l’autorizzazione comunale per lo scarico delle acque reflue che erano scaricate in mare.

Nel 2019 sempre nella Zona B dell’Oasi del Simeto, luogo sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale è stato demolito  dopo “soli” 21 anni un edificio abusivo; demolizione imposta dalla Procura della Repubblica di Catania in seguito alla sentenza definitiva di condanna degli autori.  

Ci chiediamo da allora quanti altri edifici abusivi insanabili (fino al 2019 ne sarebbero stati censiti  ben 6.000) sempre nella zona B dell’Oasi del Simeto sono stati demoliti su imposizione della stessa Procura di Catania e  quanti altri dovrebbero essere demoliti dopo sentenza definitiva.

Questi sono alcuni degli interventi da parte delle autorità preposte alla salvaguardia dell’Oasi del Simeto, della costa e delle aree naturali limitrofe edificati in modo del tutto abusivo riportati da articoli di stampa.

Come sappiamola Legge Regionale n.5 del 28/01/14 (art. 6 comma1) ha introdotto in favore dei Comuni una compartecipazione ai proventi derivanti dalla riscossione dell’Imposta IRPEF, con obbligo di utilizzare tali assegnazioni finanziarie (in misura non inferiore al 2%) per la realizzazione di azioni da individuare mediante procedure di “Democrazia Partecipata”, che prevedano il coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte di governo del territorio.

Dai risultati tra le diciannove proposte selezionate fra trenta proposte (ben undici non accettate)  per la partecipazione a Democrazia Partecipata per il 2023 sarebbe risultato primo in graduatoria con 425 voti il progetto concernente il rifacimento dell’asfalto e sistemazione dei canali di scolo di via Alicudi, presentato dal“Comitato Primosole”. Al secondo posto l’idea-progetto che avrebbe coinvolto l’intera città “1000 alberi per Catania”.

Ci chiediamo e chiediamo alla Commissione comunale quali sono stati i criteri di accettazione della proposta del Comitato Primosole per il “ rifacimento dell’asfalto e sistemazione dei canali di scolo di via  Alicudi”? Questa non sarebbe quella strada che alla quale sono innestate altre vie, forse anche queste abusive, che conducono ai diversi villaggi che si troverebbero all’interno della Pre-riserva dell’Oasi del Simeto e dunque non autorizzate e non sanabili come visibile nella foto aerea allegata messe a disposizione da “Google Street View”?

Se la stessa via Alicudi non sarebbe considerata una via privata al servizio di chi ha un edificio in tale pre-riserva? Non solo ma come si può vedere dalle foto allegate questa non solo sarebbe una strada esclusiva ma alla fine della stessa verso il mare è chiusa da un cancello automatico con un visibilissimo cartello con la scritta “Primosole Beach”.

Ci sarebbe da pensare altro che utilizzo pubblico di cui non vi sarebbe traccia e che comunque non cambierebbe lo stato delle cose sotto l’aspetto dell’inedificabilità della Pre-riserva dell’Oasi del Simeto!

Aver aggiudicato tale pregevole iniziativa regionale di democratica diretta che per le sue finalità dovrebbe coinvolgere tutta la città (ovvero ogni progetto presentato dovrebbe sostenere l’interesse comune a beneficio di tutti i cittadini) e non avendo dato, a nostro avviso, l’aggiudicazione al secondo progetto arrivato che (che sarebbe stato nel rispetto democratico del regolamento il più voltato) aveva tutti i crismi richiesti dal bando ovvero piantare mille alberi perla città, è da considerare una non legittima scelta che ha svantaggiato l’intera città e la sua bassa dotazione di verde pubblico.

Secondo l’ultimo  rapporto di Ecosistema Urbano e Ambiente Italia su 105 città capoluogo Catania risulta al 75° posto per la dotazione di alberi ogni 100 abitanti e al penultimo (104 su 105) posto per la classifica finale che comprende oltre al verde, aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente.

redazione

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