07 Luglio 2024

All’anfiteatro romano restituita la dignità

All’anfiteatro romano restituita la dignità

Dopo la storica scellerata gestione dell’anfiteatro romano di piazza Stesicoro della Regione, il monumento affidato al Comune

Nel giorno della riapertura, la più contenta ed emozionata era probabilmente Giusy Belfiore,  presidente dell’associazione delle guide turistiche di Catania.

Mesi fa l’avevamo sentita proprio per questa testata per parlare delle opportunità e delle criticità archeologiche di Catania, dei tanti, troppi, cancelli chiusi, dei turisti delusi, dei cittadini inconsapevoli del patrimonio storico esistente sotto i loro piedi e dell’ignavia, nel migliore dei casi, di alcune istituzioni. Mancano indicazioni turistiche o sono improvvisate, utilizzando anche manici di scope, non vengono ripristinate dopo l’assalto dei vandali del terzo millennio, incuria e sporcizia regnano incontrastati, o quasi.

Tra le tante occasioni mancate, fino a giovedì, almeno, c’era l’anfiteatro romano di piazza Stesicoro.

La più imponente testimonianza della grandezza della Catania romana, insieme al Teatro antico di via Vittorio Emanuele, opera che ha resistito ai terremoti, alle invasioni, ai bombardamenti. A tutto. Un po’ meno ai normanni che lo utilizzarono come cava di pietra, e non furono gli unici, per costruire l’ecclesia munita, la cattedrale fortezza, la chiesa-castello della quale, sono ancora perfettamente visibili le absidi così solide da non accorgersi  del distruttivo sisma del 1693.

Dicevamo dell’anfiteatro, “Catania vecchia”, come la chiamano i catanesi con i capelli più che bianchi, mal gestito dall’assessorato regionale ai Beni culturali, che anni fa lo tenne chiuso per diversi mesi per una colonna di cemento lineata.

Un danno da poche centinaia di euro, che il governo autonomista non trovò nel ricco bilancio regionale. In un paio d’ore un artigiano volontario intervenne: cazzuola e cerchio di ferro in mano. Oplà, monumento riaperto fino alla successiva mancanza di personale: un giorno di ferie o di malattia e il cancello restava sbarrato. Ordinaria follia.

Adesso, dopo tre anni di chiusura ininterrotta, qualche scavo archeologico, la gestione è passata al Comune.

Si potrà visitare, anche nelle parti nascoste, sotto i palazzi ottocenteschi, di piazza Stesicoro e via Manzoni, dalle 9 alle 19, si pagherà un biglietto tutto sommato congruo. Una nuova opportunità per i turisti di conoscere Catania e per i catanesi di capire chi sono stati. Dimenticavo, perché Giusy Belfiore? E’ stata lei ad avere l’onore e l’onore di condurre la prima visita guidata con autorità e tanti visitatori, piacevolmente sorpresi. Forse ha realizzato un sogno, non di bambina, ma di operatrice turistica, che conosce e ama questa città, che viene distrutta e ricostruita ogni giorno.

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Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.