06 Luglio 2024

Pronto Soccorso: tra vuoto normativo e aumento aggressioni

Pronto Soccorso: tra vuoto normativo e aumento aggressioni

Nei Pronto Soccorso occorre raccordo con forze dell’ordine e rivedere la gestione dei parenti in attesa, prima causa di esasperazione che porta alle aggressioni

Nei Pronto Soccorso le temperature sono sempre alte. A prescindere la stagione.

Qualche giorno fa al Cannizzaro, due dottoresse sono state picchiate e minacciate. Meno di 24 ore fa al Garibaldi centro oltre all’aggressione, è stato distrutto anche un reparto.
Ma qual è la molla che fa scattare questi episodi?

Salvatore Giuffrida, direttore generale del Cannizzaro spiega che: “Il primo argine al fenomeno delle aggressioni non può che essere quello culturale: finché non si considerano gli operatori sanitari come professionisti quotidianamente impegnati a far funzionare al meglio un servizio essenziale, finché non prevale il rapporto di fiducia, permarrà il rischio di violenza, che talvolta è fisica ma può essere anche verbale. E anche questa fa molto male ai nostri medici, infermieri e a tutto il personale”.

Al Cannizzaro è attivo un servizio di vigilanza quotidiano al Pronto Soccorso, che è rafforzato dalla ronda, ed è presidiato il posto di polizia. Ma aggiunge: “l’Azienda segnala puntualmente i cosiddetti “sentinella” al Ministero e all’Agenas, l’Agenzia del Ministero, presso cui è istituito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (Onseps). Provvedimenti che rappresentano un deterrente”.

Pronto soccorso

Cosa ne pensano i sindacati sulla gestione dei Pronto Soccorso

Antonino  Palermo, segretario regionale del sindacato dei medici Anaao Assomed. Auspica che si attivino “dei protocolli condivisi con le forze dell’ordine per evitare che si ripetano situazioni analoghe… non è normale che, nella fattispecie, sono stati aggrediti dall’uomo con problemi psichiatrici, anche i quattro agenti di polizia nel tentativo di portarlo in reparto”. Secondo Palermo, i presidi ospedalieri dovrebbero provvedere nel dare risposte ai parenti dei pazienti presi in carico nei Pronto Soccorso perché spesso la mancanza di feedback durante l’attesa, può essere causa di esasperazione.

Dello stesso parere è Tommaso Vendemmia, segretario provinciale Siap Catania, ritiene che “Va colmato il vuoto normativo. Anche per i soggetti TSO. Le aziende ospedaliere dovrebbero dotarsi di personale che si raccordi con i reparti per dare risposte ai parenti in attesa e impiegare agenti delle forze dell’ordine non solo per smistare il traffico umano che si assiepa nei luoghi ospedalieri ”.

Cisl e Cisl Medici di Catania prendono posizione. “Chiediamo alle istituzioni competenti di adottare misure per proteggere concretamente i professionisti della salute”, afferma Massimo De Natalesegretario generale Cisl Medici di Catania. “È inaccettabile che siano soggetti a minacce e aggressioni fisiche e verbali. Lavorare in condizioni ad alto stress, non consente di garantire le cure e la dovuta assistenza ai pazienti”.

La recrudescenza di queste aggressioni porta a una seria riflessione perché i casi aumentano.

leggi anche: https://www.freepressonline.it/2023/11/24/catania-donna-aggredisce-due-infermieri-del-reparto-di-neurologia-al-cannizzaro/

Simona D'Urso

Simona D'Urso

Giornalista sin dai primi passi al liceo, poi all’interno della facoltà di Lettere moderne, quindi nella vita di tutti i giorni, ha fatto di questa professione il suo motto: conoscere per sapere, sapere per vivere meglio. Iscritta all'Ordine nazionale dei Giornalisti, è specializzata negli Uffici stampa, ma la cronaca ha il suo fascino.