03 Luglio 2024

La discarica di Lentini: apri, chiudi, apri. Tira e molla continuo

La discarica di Lentini: apri, chiudi, apri. Tira e molla continuo

La discarica di Lentini: chiusura, poi la riapertura, gli attacchi e i pasticci. I rifiuti hanno sempre un triste destino. E’ nella loro natura. Ma in Sicilia ancora di più.

 

“L’ennesimo pasticcio della discarica di Lentini è figlia di una gestione dei rifiuti disastrosa. Anche il programma di Schifani di realizzare due inceneritori da 600 mila tonnellate all’anno complessivi, fa acqua da tutte le parti. I siciliani con questo governo regionale dovranno convivere con rifiuti per strada, costi spropositati delle bollette e milioni al vento per gli inceneritori. Troppi interrogativi e niente risposte“.

Lo dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola a proposito del nuovo stop del conferimento dei rifiuti nella discarica di Lentini.

Troppe le domande e poche le risposte sulla discarca di Lentini

La Sicilia e soprattutto Palermo e Catania, che da sole producono il 60% di rifiuti indifferenziati della regione – spiega Di Paola – saranno in grado di ridurre di oltre 400 mila tonnellate all’anno la raccolta indifferenziata al momento in cui gli inceneritori saranno realizzati? Perché in caso contrario inceneritori e discariche dovranno continuare a convivere. Inoltre da oggi alla messa in esercizio degli inceneritori, che nella più rosea delle ipotesi non avverrà prima del 2030, la gigantesca mole di rifiuti indifferenziati che ancora produciamo (oltre un milione di tonnellate all’anno) dove andranno smaltiti, se già adesso abbiamo difficoltà?”

Il deputato aggiunge: “Se gran parte dei fondi pubblici saranno impiegati per costruire i due inceneritori, con quali altre somme Schifani intende realizzare gli impianti di recupero, fondamentali per abbassare la percentuale di rifiuti indifferenziati? A queste domande deve rispondere Schifani e non basteranno ulteriori ordinanze o poteri speciali e fino ad oggi pare non abbia risposto nemmeno ad una” – conclude il deputato ARS.

Sui rifiuti, però poi (in tarda serata) arriva la nuova ordinanza di Schifani: resta aperto impianto della Sicula Trasporti

L’impianto Tmb della Sicula Trasporti di Catania potrà continuare a restare aperto per il trattamento dei rifiuti e il successivo inoltro degli stessi presso altre discariche o impianti di recupero energetico, anche al di fuori della Sicilia. Lo prevede la nuova ordinanza, proposta dall’assessorato regionale all’Energia e adottata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani in via straordinaria ed emergenziale per superare i limiti di stoccaggio dei rifiuti posti per ragioni di sicurezza dai vigili del fuoco. A seguito dei pareri positivi di Arpa, Asp, Cts, Città metropolitana e Comune di Catania e del dipartimento regionale dell’Ambiente, è stato autorizzato il proseguimento temporaneo del trattamento sia per il residuo secco che per l’umido, proveniente da circa 200 Comuni.
Il provvedimento di Schifani è stato emesso per prevenire lo stato di emergenza di natura ambientale ed igienico-sanitaria, nelle more del rilascio da parte del dipartimento regionale “Acqua e rifiuti” della nuova Autorizzazione ambientale integrata (Aia) per gli impianti di contrada Codavolpe, secondo le prescrizioni della Commissione tecnica specialistica della Regione.
Renato Schifani sui rifiuti«Iniziamo – sottolinea il presidente della Regione Renato Schifania mettere ordine nel settore, risolvendo una serie di problemi che nell’ultimo periodo avevano causato il blocco dell’impianto della Sicula Trasporti. Il rilascio della nuova Autorizzazione ambientale potrà consentire di riprendere in maniera regolare e ordinaria l’attività di trattamento dei rifiuti e il successivo trasferimento presso altre discariche o impianti di recupero energetico».
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