27 Giugno 2024

“Ti ficco in gola un coltello”, ex finisce in carcere

“Ti ficco in gola un coltello”, ex finisce in carcere

La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania ha ottenuto la misura cautelare in carcere per un 27enne pregiudicato catanese. Le accuse sono di “maltrattamenti in famiglia”, “atti persecutori” ed “estorsione”.

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, in uno stato del procedimento nel quale non è ancora intervenuto il contraddittorio con l’indagato, hanno fatto luce sulle sue condotte di maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, nonché, di maltrattamenti in famiglia ed estorsione verso i genitori.

Gli atteggiamenti aggressivi, le prepotenze e le mortificazioni, sarebbero iniziati già durante la coabitazione con la vittima, una 23enne catanese la quale avrebbe subito percosse e maltrattamenti anche in gravidanza. Le violenze hanno portato la vittima a lasciare il compagno. L’uomo dopo il periodo detentivo per reati nei confronti dei genitori ha iniziato a minacciarla e chiamarla di continuo. Assuntore di stupefacenti, in più occasioni, l’uomo l’avrebbe minacciata gravemente

Il 27enne, l’11 maggio scorso, in particolare, avrebbe tuonato:<<mi prendo un coltello nelle mani e te lo conficco in gola, mi stai facendo scaldare>>.

Nel frattempo, la madre dell’indagato, stanca dei comportamenti del figlio, lo ha denunciato, raccontando ai Carabinieri che, dallo scorso mese di marzo, tornato in libertà, aveva preteso di tornare a vivere con i genitori, riprendendo, al contempo, a minacciarli, a gridare e a chiedere continuamente soldi. L’indagato avrebbe così ricominciato, come in passato, a tormentare i genitori, tiranneggiandoli con angherie e quotidiane sopraffazioni.

Avendo, però, appreso di essere stato denunciato dalla madre, il 27enne, per rappresaglia, aveva minacciato di dar fuoco alla casa e, passando ai fatti, avrebbe anche appiccato il fuoco ad un pantalone, costringendo così i genitori a consegnargli una somma di denaro per evitare che compiesse altri gesti simili, mettendo a repentaglio la loro vita.

Gli investigatori, documentando in modo completo ed esaustivo le condotte dell’indagato, hanno richiesto all’Autorità Giudiziaria la misura cautelare, celermente applicata ed eseguita dai Carabinieri della Stazione di Catania Librino che hanno associato il 27 alla casa circondariale di Piazza Lanza.

redazione

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