26 Giugno 2024

“It lives! It breathes!”, domani lo spettacolo di SUDdiVISIONI

“It lives! It breathes!”, domani lo spettacolo di SUDdiVISIONI

Giovedì 27 giugno 2024, all’Istituto Ventorino di Catania, alle ore 21:00, la compagnia Teatro Argentum Potabile di Catania si esibirà con “It lives! It breathes!”, spettacolo all’interno del cartellone del Festival SuddiVisioni, sezione giovani/adulti

In scena Silvia Oteri, Alessandro Caruso, Maria Riela con le musiche di Andrea Cable, la regia è firmata da Steve Cable.

Un’esperienza teatrale non-verbale dove in assenza della parola, gli elementi essenziali sono le musiche che accompagnano l’intera pièce, le luci, i corpi degli attori e danzatori e, più protagonista che mero sfondo, l’edificio con le sue particolarità architettoniche.

Le parole del regista Steve Cable

“È una performance site-specific in cui il linguaggio corporeo si mescola a quello visivo. È un viaggio in cui lo spettatore è al centro della scena e avrà la possibilità di avere un campo visivo a 360 gradi. Nato durante il periodo del Covid è andato in scena alla Lad e poi a Roma in due festival. Lo stiamo riproponendo oggi nuovamente perché il nostro festival non è solo teatro narrativo, ma coinvolge tutte le arti nobili legate ad esso, quindi musica, danza, creatività”.

Continua Cable

“Ho cercato di tradurre scenicamente la sensazione irreale di un’attualità alterata e l’irrefrenabile voglia di uscire, emergere, riconquistarsi la vita. Ho scelto una drammaturgia a mosaico che prevede un graduale accumulo di micro-partiture individuali per arrivare ad una pluralità di azioni sceniche, vissuti in contemporanea che impongono allo spettatore una scelta su dove guardare in qualsiasi momento, un personale montaggio del materiale scenico, unico per ciascun partecipante.

Infine, pur non raccontando una storia né fornendo chiavi di lettura uniche e rassicuranti, c’è da dire che ‘It lives! It breathes!’ è Teatro allo stato puro: è presenza fisica, è energia, è sogno condiviso, è rito ed è, soprattutto, Gioco. Non resta che venire a vederlo”.

Potrebbe interessarti: Taobuk e le identità plurali

redazione

redazione