26 Giugno 2024

A Maniace, transumanza abusiva. Sanzioni di oltre 26 mila euro

A Maniace, transumanza abusiva. Sanzioni di oltre 26 mila euro

I serrati controlli dei Carabinieri contro la transumanza abusiva a portato a 11 sanzioni per un valore complessivo di oltre 26 mila euro.

Senza controlli sanitari o con un fermo di bestiame per determinate malattie. Ma i capi erano a pascolare ugualmente. Questo è stato riscontrato dai carabinieri della Stazione di Maniace, che hanno controllato 5 aziende zootecniche. I verbali elevati sono 11 per un valore complessivo di oltre 26 mila euro.

I cinque imprenditori agricoli sono stati segnalati per mancata registrazione degli animali del pascolo, mancata autorizzazione alla transumanza. Riscontrata anche l’a assenza dei relativi documenti, come quello che certifica la sottoposizione del pascolo a controllo sanitario prima del suo spostamento.

Il pascolo incontrollato, sottolineano i Carabinieri ,ricade lungo vie di comunicazione molto trafficate, come quelle della SS120 e della SP284. Ciò rappresenta un pericolo per la circolazione stradale e, non di rado, ciò è stato causa di incidenti automobilistici, anche gravi.

La transumanza abusiva a Maniace

Al termine dei controlli, gli allevatori, originari delle provincie di Enna e Catania, ma operativi tra Bronte, Maniace e Randazzo – sono stati raggiunti da un totale di 11 sanzioni pecuniare. L’importo totale complessivo è di oltre 26.000,00 euro. Uno di questi è stato anche denunciato dai Carabinieri per falsità ideologia commessa dal privato in atto pubblico e diffusione di malattia infettiva di animali.

Nello specifico, una mattina, il titolare di un’azienda di Maniace, un 44enne originario di Bronte, veniva fermato dai Carabinieri mentre viaggiava con 14 bovini dentro al rimorchio del proprio furgone. Alla richiesta dei militari di esibire la prevista documentazione di settore, l’allevatore affermava di non aver portato la mandria al pascolo ma che, nottetempo, era scappata dal recinto ed era dovuto andare a recuperarla.

I militari, non convinti dalla versione fornita loro, e sostenuti dalla conoscenza delle dinamiche del territorio, si recavano in una località di Bronte parecchio distante dal luogo del controllo, ove ritenevano che i ruminanti fossero stati portati a pascolare. Effettivamente, acquisite le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza, notavano che, poco prima, quel furgone con gli animali a rimorchio, era transitato da là. Risultava quindi difficile immaginare che la mandria dell’imprenditore fosse giunta da sola a una tale distanza in così poco tempo.

Successivamente, il personale veterinario appurava che quei bovini erano stati sottoposti a fermo ufficiale, imposto dal DPV, perché affetti da brucellosi

Alla luce di ciò, l’uomo, oltre a essere stato sanzionato per le violazioni in ambito agroalimentare, è stato denunciato per falsità ideologia commessa dal privato in atto pubblico, e diffusione di malattia infettiva di animali.

redazione

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