25 Giugno 2024

“Suo figlio è stato arrestato”: la truffa della cauzione per liberarlo

“Suo figlio è stato arrestato”: la truffa della cauzione per liberarlo

La routine di una 80enne di Santa Venerina è stata bruscamente interrotta da una telefonata da parte di una Maresciallo dei Carabinieri. Suo figlio era stato arrestato per aver causato un grave incidente stradale e che per liberarlo era necessario pagare una cauzione di 5.000,00 euro 

L’anziana donna, spaventata per la terribile notizia, spiegava di non avere in casa tutti quei contanti

La truffatrice, però, le forniva subito un’alternativa, ovvero le diceva di non preoccuparsi poiché sarebbero andati bene anche oggetti in oro al posto del denaro. Puntando, dunque, sull’istinto materno che, com’è noto, non si affievolisce con l’avanzare dell’età, l’imbrogliona ha convinto la signora a preparare un sacchetto pieno di gioielli, i ricordi di una vita, inviandole a casa, nel giro di pochi minuti, una complice per il ritiro.

Nel frattempo, per assicurarsi di non essere disturbate, le due hanno contattato anche il marito della vittima, avendo appreso il suo numero durante la telefonata con la moglie, dicendogli di recarsi presso una caserma di Catania, al fine di allontanarlo dal paese e, così, tenerlo occupato.

Dopo aver consegnato i suoi beni, la vittima, preoccupata per il figlio, ha però chiamato la Centrale Operativa di Giarre raccontando ciò che le era accaduto e a quel punto ha scoperto il raggiro ai suoi danni

Gli operatori, dopo averla tranquillizzata, hanno subito inviato a casa sua una pattuglia di “veri” Carabinieri della Stazione di Santa Venerina, i quali hanno raccolto quanti più indizi possibile per identificare le truffatrici.

Visionate, poi, le riprese dei sistemi di videosorveglianza della zona, i militari hanno scoperto la targa dell’auto utilizzata dalla complice per raggiungere l’abitazione della vittima, accertando che era stata noleggiata nel quartiere Picanello di Catania

Tramite un celere scambio di informazioni con i colleghi della Sezione Operativa della Compagnia di Piazza Dante, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare il veicolo e fermare le due donne a bordo, 2 catanesi di 30 e 43 anni, con precedenti penali. In macchina hanno trovato, nascosti sotto un sedile, 2 orologi e 2 collane alle quali la vittima era molto affezionata, e che aveva consegnato solo perché convinta di poter aiutare suo figlio.

Le due donne sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Catania.

L’invito dei Carabinieri è quello di chiamare sempre il 112 e di non consegnare mai denaro o altri oggetti, in quanto nessun appartenente alle Forze dell’Ordine, né ad aziende fornitrici di servizi pubblici o avvocati può chiedere del denaro, a qualsiasi titolo, per un servizio o per la risoluzione di un problema.

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redazione

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