22 Giugno 2024

La mafia secondo la Dia: il focus su Catania

La mafia secondo la Dia: il focus su Catania

Traffico di droga, estorsioni e usura rimangono il bancomat della mafia a Catania. Le famiglie catanesi tendono a non sparare, ma a chiudere accordi tra i vari clan.

La mafia a Catania nel primo semestre del 2023, secondo quanto riportato dalla relazione semestrale della Dia, appare immutata rispetto alla fine del 2022. Rimangono pressoché inalterate le caratteristiche strutturali e operative. Anche la composizione organica appare inalterata. Di conseguenza Cosa nostra è rappresentata dalle famiglie storiche Santapaola-Ercolano e Mazzei. Quest’ultimi operano nel quartiere di San Cristoforo e anche in quello periferico di Lineri. Varie articolazioni sono presenti a Bronte, Maletto e Maniace. Qui il Comune, nel recente passato, è stato sciolto per ingerenze mafiose.

Le famiglie di mafia a Catania

Sebbene con caratteristiche tipiche dei gruppi mafiosi, ma distinti da Cosa nostra, a Catania operano i clan Cappello- Bonaccorsi, Laudani, Pillera Di Mauro, Sciuto (Tigna), Cursoti, Piacenti e Nicotra. La caratteristica principale della mafia a Catania è che essa è ad “assetto variabile, con la coesistenza di più sodalizi criminali, spesso nei medesimi spazi territoriali, funzionale alla realizzazione di affari illeciti con interazioni non necessariamente violente”. Anzi quello che è emerso dalle operazioni “Slot Machine” e “Car Back” è una interazione tra la famiglia Santapaola- Ercolano e il clan Cappello e tra questi ultimi e i Cursoti milanesi. Nonostante i numerosi arresti da parte delle forze dell’ordine, i vari clan hanno mostrato una capacità di ricambio delle posizioni apicali. Ciò permette loro di mantenere elevata la loro capacità offensiva. Le famiglie hanno sempre più una spiccata tendenza a prediligere infiltrazioni nel tessuto economico-imprenditoriale.  

Le infiltrazioni nel tessuto economico

Dall’operazione Agorà conclusa dai Carabinieri nel giugno del 2022, le intercettazioni dimostrano che in numerose occasioni imprenditori e titolari di esercizi commerciali si rivolgevano alla criminalità organizzata non solo per la tradizionale attività di “recupero crediti” ma anche per essere protetti dai furti o bloccare legittime pretese creditorie. Queste richieste provenienti dal mondo imprenditoriale e commerciale si trasformano in proficue occasioni per le associazioni mafiose che, in questo modo, hanno la possibilità di insinuarsi nel tessuto economico e di ottenere progressivamente un controllo sempre più intenso dei settori imprenditoriali da cui traggono guadagno.

… e il controllo delle amministrazioni locali

Un altro interesse è quello di infiltrarsi nel tessuto politico-amministrativo attraverso la ricerca e l’inclusione di figure di riferimento utili in modo da avere il controllo delle gare pubbliche e il condizionamento dei processi decisionali pubblici. A conferma di ciò, la recente operazione dei Carabinieri di Catania, e quindi non citata nella relazione semestrale, che ha visto l’arresto del sindaco di Tremestieri Etneo Santi Rando, per connivenze mafiose con rappresentati locali dei Santapaola-Ercolano nella gestione del Comune. Da un punto di vista generale le famiglie mafiose tendono ad esercitare il controllo del territorio attraverso attività criminali tradizionali e redditizie, come le estorsioni, usura, traffico e spaccio di droga, delegando le attività criminali secondarie a strutture malavitose satelliti dai profili operativi meno evoluti.

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.