21 Giugno 2024

Aggressioni in discoteche, 6 arresti e daspo

Aggressioni in discoteche, 6 arresti e daspo

Per le aggressioni in discoteche a Catania 8 misure cautelari, tra cui un minore. Tra loro il figlio di un boss dei Cappello.

Due episodi di aggressione, a prima vista, per futili motivi la prima dell’11 febbraio scorso e senza motivo la seconda del 2 marzo. Tetro delle violenze due discoteche nel centro di Catania, dove giovanissimi accendono la rissa. Immediate le indagini della Squadra Mobile di Catania i cui investigatori si sono avvalsi delle immagini di videosorveglianza e dell’analisi dei profili Tic Toc di alcuni amici degli indagati.

Ad essere identificati 8 giovani, tra cui un minore. Notificate al momento 6 misure cautelari di custodia cautelare ai domiciliari, uno risulta al momento irreperibile.

1.      BOSCO Domenico (classe 2003);

2.      CONDORELLI Salvatore (classe 1999);

3.      STUPPIA Giovanni (classe 2004);

4.      FOTI Orazio (classe 1999);

5.      MANGANARO Leonardo (classe 2004);

6.      PRIVITERA Antonino (classe 1999)

 

Tra questi spicca il nome Giovanni Stuppia, figlio di Antonino Gianluca Stuppia, braccio destro di Sebastiano Lo Giudice, coinvolto nell’operazione Revenge. Stuppia, era presente in via Santo Cantone durante la sparatoria in un alloggio al civico 10. Un figlio d’arte di alto livello, quindi. Alcuni di loro avevano precedenti di polizia per minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, altri anche per armi e stupefacenti. Due di loro, al momento dell’esecuzione della misura cautelare era già agli arresti domiciliari per altre cause.

Le due risse

Tornando alle aggressioni  la prima, avvenuta l’11 febbraio scorso, scaturì da un malinteso. Durante i balli di carnevale, una ragazza portava in testa un cerchietto di Minni, questo le fu tolto per scherzo da un gruppo di giovani. Da qui la reazione degli amici della giovane, presi a colpi di casco e picchiati insieme a chi prendesse le difese della ragazza. Il bilancio fu di 4 persone con lesioni di varia entità. Per questo episodio sono coinvolti due soggetti, tra cui quello al momento irreperibile e un minore.

Il secondo episodio, slegato al primo, risale al 2 marzo scorso. In un’altra discoteca uno studente universitario fuori sede fu picchiato da persone a lui totalmente sconosciute e senza alcun motivo. L’aggressore era un ragazzo spalleggiato da una ventina di persone, che causò alla sua vittima delle lesioni guaribili in “7 giorni per trauma cranico lieve“. Il tutto venne ripreso dalle videocamere di sorveglianza del locale e rilanciate sui social in profili di alcuni amici. Grazie a queste immagini si è risaliti agli aggressori, con il riconoscimento dei vestiti indossati, rigorosamente griffati,  e poi ritrovati nelle loro abitazioni. Per questo episodio gli indagati sono 5 maggiorenni e il minore, presente anche nella rissa dell’11 febbraio.

Il contesto delle aggressioni in discoteche

Maria Cristina Fatuzzo, vice dirigente della Squadra Mobile di Catania precisa con decisione che il contesto in cui inquadrare gli avvenimenti è circoscritto ad una ostentazione “di prepotente presenza nei locali, dove molto spesso pretendono di entrare gratis. Un’ostentazione di forza e capacità di intimidire il soggetto più vulnerabile“. Al momento, quindi, sembra esclusa l’ipotesi di una estorsione ai titolari delle attività in cui sono avvenuti gli episodi.

Il Questore di Catania, Giuseppe Bellassai, ha emesso la Daspo Willy, per tutti i soggetti coinvolti. Per tre anni non potranno né accedere, né stazionare all’esterno o in prossimità di tutti gli esercizi pubblici e di tutti i locali di pubblico trattenimento nell’intera provincia di Catania.

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Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.