07 Giugno 2024

Il sistema elettorale allontana il cittadino

Il sistema elettorale allontana il cittadino

Viviamo un periodo in cui riscontriamo una disaffezione totale da parte dei giovani nei riguardi della politica

Basti vedere i dati sulla partecipazione alle elezioni e ci rendiamo conto di quanto sia scesa la percentuale dei votanti negli ultimi 40 anni in maniera impressionante e disarmante.

Gli italiani e soprattutto i giovani sembrano non credere più alla classe politica, alla classe dirigente e quindi si rifiutano di votare non identificandosi evidentemente in nessun partito

Le motivazioni sono tante: la carenza di politiche giovanili, la scomparsa delle scuole di partito, con rarissime eccezioni, il distacco tra Istituzioni, classe dirigente e cittadini e, non ultima, la barriera dei social media. Ma l’astensionismo comincia a partire dalle elezioni del 1979, da allora l’affluenza alle consultazioni parlamentari ha subito un progressivo e quasi continuo calo che l’ha portata dal 93,4% del 1976 al 63,8% del 2022.

Un’altra motivazione reale è senz’altro la Grande depressione (2008), che colpisce soprattutto il Sud Europa, provocando insoddisfazione, critica e sfiducia

L’avvento dell’euro con un cambio disgraziato, la scomparsa della classe media, diventata ormai medio-bassa, che nei decenni precedenti era un perno del nostro sistema socioeconomico, e il crescente impoverimento della popolazione ha esasperato gli animi dei cittadini mettendo sempre più in evidenza le mancate promesse della classe politica.

A tutto questo aggiungiamo la fin troppo frequente esautorazione del Parlamento dal suo ruolo e un sistema elettorale assolutamente inadeguato e che non consente di votare il proprio candidato bensì una lista decisa a tavolino con la conseguenza di allontanaare gli elettori dall’urna.

Soluzioni? Cambiare sistema elettorale, ridare un ruolo reale al Parlamento e riuscire a mettere a punto un programma che crei prospettive e speranze tali da attrarre certi settori toccando interessi e sensibilità percepite da quegli elettori potenziali, soprattutto i giovani.

di Antonio La Ferrara presidente di FuturLab e fondatore della Scuola di formazione per il bene comune

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redazione

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