05 Giugno 2024

Atti persecutori, “v’ammazzu a famigghia”

Atti persecutori, “v’ammazzu a famigghia”

Un venditore ambulante di 32 anni pregiudicato è indagato per atti persecutori nei confronti della sua ex fidanzata.

 

Gli atti sono stati reputati talmente gravi che la Procura di Catania ha chiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere. I maltrattamenti e le minacce sono iniziati nel dicembre del 2023. Fin dall’inizio della frequentazione ripetuti scatti di ira dovuti anche a crisi di astinenza a sostanze stupefacenti. Da qui la decisione della fidanzata di lasciarlo. L’uomo ha minacciato dapprima atti di autolesionismo. Poi sono iniziate le persecuzioni e le minacce e molestie. Numerosi messaggi e telefonate  che hanno portato la donna a bloccarlo sui social network.

 L’uomo, però, avrebbe continuato a pubblicare sui propri profili immagini della ex con didascalie del seguente tenore: “Ridi pure, a più presto piangi…la pagherai”, insultandola con parole lesive della sua dignità. “Non vi finisci bonu a tutti pari, v’ammazzu a famigghia”.

A seguito di queste continue persecuzioni, l’intera famiglia è stata addirittura costretta a modificare le proprie abitudini di vita  per proteggere la ragazza. In diverse occasioni, addirittura, sia la zia che la sorella della vittima hanno scattato fotografie dell’indagato seduto su un muretto difronte il palazzo della giovane.

Un evento particolarmente inquietante sarebbe stato quando, sul davanzale della finestra della stanza da letto, la donna avrebbe ritrovato un regalo che lui le aveva fatto, ma che lei gli aveva restituito al termine della relazione.

Il gesto, sarebbe servito per dimostrare, alla giovane, che lui era nelle condizioni di poter entrare durante la notte e senza alcun problema, nel cortile condominiale. Solo pochi giorni fa la vittima, ormai esausta da tale situazione, ha deciso di querelare l’ex fidanzato.

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