02 Giugno 2024

Enrico Trantino sindaco da un anno: è il momento del primo bilancio

Enrico Trantino sindaco da un anno: è il momento del primo bilancio

Catanesi protagonisti dello sviluppo della città, lo afferma il sindaco Enrico Trantino

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  • Esattamente un anno fa la prima intervista da sindaco, sulla terrazza panoramica di un albergo del centro che consentiva con lo sguardo di spaziare su tutta la città. Cosa è cambiato, in questo periodo, per Enrico Trantino e per Catania?

C’è stata una trasformazione della mia vita che è stata sovvertita in tutto, nei ritmi, anche in quelli del sonno e soprattutto nella gestione della quotidianità, della possibilità di proseguire la mia attività professionale che ho fortemente contratto. Mi sto interamente dedicando alla città e al rapporto con i cittadini. Mi auguro che si stia trasmettendo il messaggio di un’istituzione che non si fregia del ruolo, che molto spesso è stato distante dalla cittadinanza, ma che prova ad avvicinarsi, a far comprendere che in fondo siamo cittadini come tutti quanti gli altri e che non è certamente la fascia tricolore che ci rende differenti. E la città come è cambiata? Io percepisco una maggior disponibilità a partecipare ai percorsi di sviluppo, nel senso che questa è una città in cui per troppo tempo non è stato chiesto alla cittadinanza di avere un ruolo attivo nel cambiamento, ma è chiaro che gran parte dei problemi dipendono proprio dall’incuria. L’insipienza, l’indolenza, la rassegnazione di molti nostri concittadini che hanno per troppo tempo ritenuto che la città fosse terra di nessuno e quindi si potevano esercitare le varie pratiche di degrado che noi ben conosciamo, come quella dei rifiuti, come quella della mancanza di rispetto del Codice stradale, quindi una città alla all’insegna dell’anarchia. Adesso noi stiamo lavorando molto sulla pretesa del rispetto delle regole. E la città lo sta percependo, nel senso che sono moltissimi i cittadini che io fermo e a cui bonariamente chiedo maggiore attenzione. E tutti quanti finora mi hanno detto sempre sì, ha ragione, mi scusi. Rilevo sempre più adesione a questo clima costruttivo. Ma nello stesso tempo, se mi si permette l’espressione anche improntata all’umiltà, perché non notano che vi sia altezzosità e arroganza, superbia.  E quel discorso che faccio sempre: non sono il primo cittadino, sono il primo fra i cittadini”.

  • A proposito di umiltà: è stato eletto quasi con il 66% dei consensi. Se si votasse oggi per esprimere il gradimento sulla sua attività andrebbe oltre o al di sotto di quella percentuale?

 

No, non faccio previsioni, non mi voglio sostituire agli elettori, ai cittadini. Posso avere delle mie idee, ma potrebbero essere assolutamente fallaci perché basate su alcune impressioni che sono positive. Sono tantissimi cittadini che mi fermano, mi ringraziano e devo dire che è molto gratificante quando vengo fermato da qualcuno che mi dice grazie per quello che sta facendo e io non ho votato per lei e sono sempre più numerosi.  Subire sentimenti di rancore, devo dire, per la verità non è mai successo finora e io cammino tanto per strada, a piedi, sempre da solo”.

 

  • Prima parlava di rispetto delle regole, di legalità diffusa, percepita. Figure mitologiche fino a poco tempo fa erano i posteggiatori abusivi che in quest’ultimo tempo, grazie all’impegno dei Carabinieri, della Polizia di Stato, sono controllati giornalmente. Anche quello è un segnale di legalità e i cittadini adesso segnalano i posteggiatori abusivi. È un segno di cambiamento anche questo?

Non è un aspetto banale. Assolutamente, ha ragione lei, così come sono tanti gli altri aspetti non banali. Il sentimento di maggior fierezza e consapevolezza del proprio ruolo da parte di molti catanesi alimenta una sensazione di maggior fiducia. E devo dire di registrare un’assoluta sintonia con tutte le altre Istituzioni, con tutte le forze di polizia, che hanno veramente impresso una maggiore accelerazione sul tema del rispetto delle regole e i cittadini comincino a fare la propria parte. E quindi sono loro stessi a lamentare quello che non va e a denunciarlo pubblicamente”.

 

  • Catania ormai in questi ultimi anni si è affermata come città turistica, come città d’arte. Adesso lei ha lanciato un appello per sostenere la candidatura di capitale italiana dell’arte. Contemporanea. E’ ambizione, presunzione, riscatto, consapevolezza? Cosa c’è dietro questo progetto?

Direi consapevolezza delle proprie potenzialità. L’arte contemporanea è un segmento che noi a Catania abbiamo poco promosso, mi piace invece lavorare in questa direzione. Dopodiché la verità è che noi disponiamo di un patrimonio formidabile che in gran parte non conosciamo. Io stesso, da sindaco, scopro giorno dopo giorno una città bellissima, dal camminamento di gronda della Chiesa di San Nicolò l’arena alle Terme della Rotonda che sono solo alcune delle testimonianze di una città straordinaria”.

 

Daniele Lo Porto

 

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.