02 Giugno 2024

“Credimi tuo Sebastiano” il romanzo epistolare della Grande Guerra

“Credimi tuo Sebastiano” il romanzo epistolare della Grande Guerra

“Credimi Tuo Sebastiano”, Algra Editore, romanzo epistolare sull’esperienza della Grande guerra mondiale, di Nello (Sebastiano) Pappalardo, è stato presentato a Riposto.

La presentazione si è tenuta nella sala conferenze del parco delle Kentye, a conclusione del variegato calendario del “Maggio dei Libri”, realizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Riposto retto da Maria Chiara Longo. Protagonista della serata il lavoro più recente di Nello Pappalardo, catanese, laureato in lettere, che ha svolto un’intensa attività di sperimentazione e ricerca teatrale come interprete, regista e autore. Giornalista pubblicista, tra i fondatori dei Siciliani di Giuseppe Fava è critico musicale e drammatico. Direttore di testate cartacee, radiofoniche e sul web, ha all’attivo varie pubblicazioni editoriali.
L’evento è stato organizzato dal giornalista Mario Pafumi, in collaborazione con l’Assessore Longo, la Fidapa Porto dell’Etna, la Passeggiata Letteraria Ripostese, il Club per l’UNESCO Riposto Giarre, il Rotary Club Giarre Riviera Jonico Etnea, il Lions Club Giarre-Riposto. Tutti presenti, con i loro presidenti e rappresentanti, tra un pubblico partecipe ed interessato.
Mario Pafumi ha introdotto i lavori, con la presentazione di “una storia bellissima, che appartiene al nostro territorio, scritta con il suo peculiare stile da Nello Pappalardo”. “Cento anni dopo la Grande Guerra, le lettere e le cartoline che un soldato spedisce quotidianamente dal Fronte ai familiari diventano protagoniste di un libro. L’autore le usa per farsi raccontare la guerra e la vita da un nonno, di cui ha ereditato nome e cognome ma che non ha conosciuto, trovando anche istanze di pace e buoni sentimenti, sempre attuali e rappresentativi di una storia collettiva”.

Il romanzo è giunto alla sua settima presentazione nel territorio.

Salvo Di Stefano, docente e studioso di storia, accanto all’analisi del background storico e sociale, ha presentato con perizia di particolari la struttura, i contenuti e il linguaggio di un libro sulla guerra vista dagli occhi di un uomo comune, quelli di un soldato che scrive lettere struggenti alla famiglia, che tutte si concludono con “Credimi, tuo Sebastiano”. Il titolo stesso ne racchiude già tutta la sofferenza, ci rimanda a qualcosa di religioso, la ragione non ci aiuta a capire, si deve aver fede per credere, poiché e incredibile ciò che vedono i suoi occhi, ciò che sta vivendo, per concludere poi con “Tuo Sebastiano” a sottolineare il legame con la famiglia, di cui si sente parte integrante, anche se lontano. È un libro di memorie. Ad evidenziare l’originalità del racconto, il Pappalardo rispetta il linguaggio utilizzato nelle missive dal protagonista, talvolta poco curato, di un uomo semplice che scrive della guerra dalla parte di quelli più sacrificati. Esso racchiude tutta la sofferenza, il dolore, la nostalgia , la solitudine di un uomo lontano dalla famiglia e dalla sua terra. Il romanzo è anche un monito contro la guerra “la storia dovrebbe essere maestra”, dovremmo sapere che la guerra non si dovrebbe fare, in un momento in cui si sta cancellando il ricordo delle tragedie della guerra, la storia, con preciso riferimento all’opera di Orwelliana memoria in cui la storia e le memorie vengono cancellate, in nome di una storia riscritta da coloro che privano l’uomo, non solo della libertà di pensiero e azione, ma anche dei suoi affetti, dei suoi ricordi e della sua storia. Qui il linguaggio obbedisce ad un vocabolario ristretto in cui non compare la parola amore.


L’analisi, condotta con perizia di riferimenti storici e a tanta letteratura europea, che ha messo in rilievo temi e tematiche sulla guerra, si è conclusa con i versi di una poesia di Rodari, che è un promemoria sulla guerra “Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra: per esempio, LA GUERRA.”
Il tema del romanzo, fonte di profonde riflessioni stimolate dal sapiente relatore, ha dato vita, infine, ad un vivace confronto-dibattito che ha coinvolto ed entusiasmato il pubblico su un tema tanto attuale purtroppo, nonostante la storia, nonostante la tragica esperienza delle due guerre mondiali che, distruzione a parte, tanti strascichi hanno lasciato a livello fisico e mentale nei nostri soldati “sopravvissuti” , rappresentati nei dipinti di Paul Nash come tronchi di alberi morti, senza rami , dove i colori scuri, quali il rosso e il marrone scuro, ritraggono la terra bruciata dalla guerra, i cui abitanti sono uomini morti “scioccati dalla guerra”.
Ad arricchire la presentazione anche la lettura di Antonio Caruso, famoso attore, regista e drammaturgo, che, con estrema partecipazione e coinvolgimento, ha saputo rendere sentimenti ed emozioni di un soldato in guerra.

Antonio Caruso ha infine rivelato come il libro sia già oggetto di un suo lavoro teatrale in progress.
A conclusione della serata, Chiara Longo ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso di realizzare “il Maggio dei Libri” rendendola un’esperienza straordinaria.

Agata Trovato

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto

Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.