26 Maggio 2024

Morti sul lavoro: “Fermare la scia di sangue”

Morti sul lavoro: “Fermare la scia di sangue”

Le tragedie sul lavoro non vanno strumentalizzate politicamente. Bisogna lavorare in modo concreto sulla sicurezza dei lavoratori

Asec Trade S.r.l.

L’ultimo report dei dati infortunistici nazionali Inail, evidenzia che da gennaio a marzo 2024 sono 191 le vittime sul lavoro in Italia, di cui 151 durante l’attività lavorativa e 40 in itinere. I numeri analizzati dall’organismo Inps nel decennio 2013 – 2023 sono impressionanti. Si parla di oltre 8000 morti e un numero sconfinato di richieste di malattie professionali che va dai 40 ai 59 anni. Lo scorso anno in Sicilia infatti, dicono i sindacati, si sono contate 65 vittime di cui 16 a Palermo. È fondamentale dotare i lavoratori degli strumenti necessari per svolgere la propria attività in piena sicurezza, correndo il minimo dei rischi per svolgere al meglio il proprio lavoro. Ad esempio installando defibrillatori sul posto di lavoro. Oggi in Italia è obbligatorio munirsi di questo strumento – a tutela della salute – solo per alcuni settori. Un altro accorgimento da attuare sarebbe l’utilizzo delle telecamere di videosorveglianza collegate ad un Security Operation Center in grado di rilevare principi di incendio, caduta di una persona o collisioni tra operaio e macchina.

Morire sul posto di lavoro non è fatalità, non è da considerarsi un incidente

Il lavoro deve garantire e migliorare le condizioni di vita per i lavoratori e per le loro famiglie, non di certo spegnere la loro esistenza. Si tratta di una “strage inaccettabile”, così come ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quando lo scorso 7 maggio a Casteldaccia (in provincia di Palermo) hanno perso la vita cinque operai, con un sesto in gravissime condizioni. Le vittime sono morte soffocate a cinque metri di profondità nella rete fognaria, probabilmente per aver inalato dell’idrogeno solforato. Secondo il contratto d’appalto, i lavoratori non sarebbero dovuti scendere all’interno della stazione di sollevamento, specie se sprovvisti di protezioni e mascherine. Quest’ultimo terribile evento ricorda la strage di Mineo (Catania), verificatasi l’11 giugno del 2008, quando due addetti della ditta privata “Carfì servizi ecologici” di Ragusa, e quattro dipendenti pubblici, morirono nell’impianto comunale per la gestione e la depurazione dei reflui urbani.

#ZEROMORTISULAVORO: LA PAROLA AI SINDACATI

Enza Meli e Nino Marino di Uil e Uila Catania

“Per noi che siamo il Sindacato della Persone, #Zeromortisulavoro è la battaglia della vita. Faremo di tutto, qui e altrove, perché l’attenzione resti altissima e non passi sotto uno scandaloso silenzio quanto avviene nei campi come nei cantieri e nelle fabbriche, mentre i Governi rispondono con misure inadeguate alla sfida da affrontare”.

Maurizio Attanasio, segretario nazionale Cisl Catania

“Sul tema della salute e sicurezza sul lavoro serve cultura e programmazione. Bisogna costituire una rete coinvolgendo l’Asp, l’Inail, l’ispettorato del lavoro, l’ufficio regionale scolastico, i rappresentanti delle industrie commerciali, artigianali e le imprese”.

Carmelo De Caudo, segretario generale Cgl Catania

“Abbiamo messo in campo la campagna referendaria per abolire il Job Act per dare sicurezza a chi lavora per aziende di appalti. Chiediamo l’introduzione della responsabilità dei committenti. È inaccettabile che le aziende cedano l’appalto senza avere nessun tipo di responsabilità nei confronti dei lavoratori. In più guadagnando la percentuale ceduta all’appaltante”.

Giovanni Musumeci, segretario territoriale Ugl Catania

“Paghiamo la carenza di organico degli uffici dell’ispettorato del lavoro e una mancanza di cultura della prevenzione. La maggior parte degli incidenti avviene in aziende a conduzione familiare con meno di 5 dipendenti, dove la formazione e la prevenzione vengono visti come un costo e non come una risorsa da sfruttare”.

Ultimo aggiornamento

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà (OdG Sicilia N^ 177881). Classe 1996. Giornalista e Dott.ssa in “Lingue e Letterature Comparate”. Appassionata di cultura e spettacolo: “Se non mi trovi cercami a Teatro”.